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Guardie giurate in sciopero per la sicurezza delle imprese e dei cittadini

Guardie giurate in sciopero per la sicurezza delle imprese e dei cittadini

Le Guardie giurate in sciopero. Presidiano con discrezione, per la sicurezza dei cittadini e delle imprese, gli spazi antistanti i luoghi e gli edifici del patrimonio pubblico, dei supermercati, le banche, i cantieri, le fabbriche.

Le Guardie giurate di tutta Italia adesso sono in lotta contro le Associazioni Datoriali per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro scaduto ormai dal lontano dicembre del 2015.

Per questa ragione i sindacati di categoria hanno indetto lo sciopero nazionale di 24 ore e una manifestazione organizzata a Roma, in Piazza Santissimi Apostoli, con la partecipazione del 70% delle Guardie giurate impiegate in Italia in rappresentanza degli oltre 70 mila addetti al comparto dei servizi.

Motivo dello sciopero, proclamato dai rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL, è la risposta negativa alle loro richieste delle Associazioni Datoriali accusate di voler riportare indietro di decenni la figura della Guardia giurata.

Alla Presidente dell’Assiv, Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari, che riunisce in Confindustria i datori di lavoro, Maria Cristina Urbano, abbiamo chiesto i motivi per cui dopo due anni e mezzo non si rinnova ancora il contratto collettivo. “Il contratto- questa è la risposta-  per quanto scaduto, è comunque valido, perfettamente attivo. Per quanto riguarda le clausole, noi abbiamo sottoposto ai sindacati una proposta articolata che va a toccare diversi istituti contrattuali i quali, secondo noi, renderebbero più corrispondente l’articolarsi del lavoro alle esigenze di oggi. Il sindacato ha voluto estrapolare da questa piattaforma quelli che erano gli elementi più negativi senza volerla accettare nel suo insieme”.

Dopo un anno di anzianità le Guardie giurate percepiscono un salario medio di 1000-1100 euro. Non è una grande cifra; ma considerando l’attuale crisi del mercato del lavoro e della forte disoccupazione in atto, ci si deve necessariamente accontentare di ciò che passa il convento.

In una recente intervista trasmessa dal canale televisivo La7 sullo sciopero delle Guardie giurate, il Segretario Nazionale della Cgil, Michele De Palma ha dichiarato:

Alle Guardie giurate si dovrebbero riconoscere il valore sociale del lavoro che svolgono e, quindi, retribuirli nella giusta e legittima parte che loro dovrebbero ricevere. Le aziende aumentano i carichi di lavoro e, invece di aumentare contestualmente il salario, pretendono addirittura una sua diminuzione. Inoltre, aumentare l’orario di lavoro significa peggiorare la condizione delle Guardie giurate, ma, anche, mettere in minor sicurezza le persone tutelate dal servizio loro prestato”.

Occorre ricordare, quindi, anche il rischio quotidiano che corre il personale addetto alla sicurezza, soprattutto di quello al seguito di furgoni che trasportano denaro destinato a rifornire gli istituti di credito.

E’ stato il, caso di Salvatore Proietti, 52 anni, ferito durante l’assalto al furgone portavalori in zona Pisana a Roma, morto dopo due mesi in ospedale. L’ultimo che si è aggiunto ai rischi mortali corsi a seguito di rapine e attacchi criminali a banche, poste e supermercati dove anche le Guardie giurate impegnate nella sorveglianza di queste imprese.

Nel tempo, inoltre, si sono susseguiti agguati mortali organizzati, a volte, solo per impossessarsi della pistola di una guardia giurata- Come è accaduto a Francesco della Corte, 51 anni, aggredito a colpi di bastone alla stazione della metropolitana di Piscinola, a Napoli, da tre minorenni intenzionati a sottrargli l’arma di servizio.

E ancora: Pino Lotta, 32 anni, rimasto gravemente ferito in conflitto a fuoco dai banditi a Casoria. Moriì tra atroci sofferenze un mese dopo in ospedale.

 “La maggiore efficienza”, ha sottolineato il segretario nazionale della Cisl, Vincenzo dell’Orefice, “deve necessariamente coniugarsi con le esigenze di vita dei lavoratori e trovare in una chiara ed univoca contenimenti e limiti; servizi di qualità e imprese di qualità non possono prescindere dalla qualità del lavoro e dalla professionalità”.

Per dare maggiore sicurezza ai cittadini, alle imprese e alle Guardie Giurate, occorre che tutti gli attori coinvolti nella vigilanza investano sulla sicurezza e sulla riqualificazione professionale.

Maria Cristina Urbano: “Noi siamo per primi a dire che il settore ha bisogno di un contratto, di un contratto forte, un contratto di riferimento e dunque dovremmo trovare un punto comune.  Lo strumento normativo  c’è,  ha funzionato e tutt’ora funziona. Siamo fiduciosi di trovare un contratto che al suo interno contenga regole e salario soddisfacente per entrambe le parti. Sarà una trattativa lunga. Alla fine una situazione si trova”.

In un momento di difficoltà economiche e finanziarie occorre quindi stipulare un nuovo contratto con norme, principi e linee guida che tengano conto delle esigenze dei lavoratori, ma anche delle necessità delle imprese attraversate anche loro da una grandissima crisi.

Il compromesso appare obbligato e rappresenterà una via d’uscita per firmare finalmente un contratto che riguarda 70 mila addetti, le loro famiglie e tantissime aziende. Secondo i sindacati non sono più tollerabili, ormai, tattiche dilatatorie che danneggiano imprese e lavoratori, profitti e salari, né lo sfruttamento sul lavoro, né tanto meno, il rischio di morire per un misero salario.

Giuseppe Careri