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Sciolto il Parlamento. Continua la battaglia nelle piazze e nelle strade del Paese. 17 morti e molti feriti nel “venerdì di rivolta” in Egitto. Le vittime dei giorni scorsi sarebbero 52, più di 2600 i feriti

Sciolto il Parlamento. Continua la battaglia nelle piazze e nelle strade del Paese. 17 morti e molti feriti nel “venerdì di rivolta” in Egitto. Le vittime dei giorni scorsi sarebbero 52, più di 2600 i feriti

I Fratelli Musulmani avevano promesso un venerdì di rivolta ed hanno mantenuto il loro impegno. In migliaia, al Cairo, hanno preso di mira una caserma dove pensavano che fosse detenuto il loro Presidente Mohamed Morsi. Polizia ed esercito hanno risposto con spari e lancio di lacrimogeni. La folla alla fine si è dispersa lasciando sul terreno sei morti e numerosi feriti. E sale il bilancio nei giorni scorsi. Secondo fonti non ufficiali, i morti in tutto il paese sarebbero 52 e i feriti oltre 2600. Il Presidente “ad interim” Mansour ha sciolto il Parlamento. Battaglie a colpi di molotov tra le opposte fazioni.

Un altro corteo della Fratellanza musulmana ha scelto come obiettivo il Ministero della Difesa dove l’esercito aveva già provveduto a ripulire i dintorni di tutti i gruppi di sostenitori del deposto Governo. In realtà è tutta il Cairo, anzi tutto l’Egitto, a sobollire dopo il colpo di stato militare e l’insediamento di un esecutivo provvisorio destinato ad indire nuove elezioni.

Anche gli oppositori di Morsi, quelli che hanno plaudito all’intervento dell’esercito, si sono radunati un po’ dappertutto, tenendosi comunque a debita distanza dai gruppi avversari. Prima delle manifestazioni, l’Esercito egiziano aveva invitato tutti “all’unità ed alla riconciliazione” e a non trasformare la protesta in una minaccia “alla pace sociale, agli interessi nazionali e all’economia”. caosMa Il Cairo è comunque presidiato praticamente in ogni suo angolo da un imponente dispiegamento di uomini delle Frze Armate e della Polizia. Lo spazio aereo della capitale è stato chiuso a più riprese. La giustifificazione dei Ministero della Difesa: “Esercitazioni militari per la sicurezza della nazione”.

La risposta, però, è consistita in manifestazioni di protesta, anche violenta, nelle principali altre città egiziane, come Alessandria, Suez, Assiut e Luxor.

Le Nazioni Unite hanno invitato l’Egitto a chiarire i motivi che hanno portato all’arresto dei leader dei Fratelli Musulmani. “E’ fondamentale che le autorità egiziane affrontino questo punto – ha detto l’alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay – e l’Egitto ha finora fallito nel tentativo di dare concretezza alle richeste dei suoi cittadini e nel costruire una società inclusiva e tollerante, basata sul rispetto dei diritti umani e sul primato della legge”. Dall’Unione Africana è giunta, invece, la notizia della “sospensione dell’Egitto da ogni attività” a seguito del rovesciamento di Morsi.

Red