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L’Aquila ricorda i suoi 309 morti e chiede giustizia

L’Aquila ricorda i suoi 309 morti e chiede giustizia

L’Aquila ricorda i drammatici momenti della notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 in cui un’intera città è stata quasi spazzata via e ben 309 vite sono state spazzate vie, anche a causa di responsabilità umane. Così la fiaccolata che si è svolta nel centro cittadino che solo adesso è stato reso agibile, anche se ancora completamente deserto, ha costituito anche un’occasione per chiedere giustizia.

Una richiesta accompagnata dal mesto e drammatico suono dei 309 rintocchi provenienti dalla campana della Chiesa delle Anime sante che non crolla solamente grazie ai supporti d’acciaio che in questi anni l’hanno tenuta in piedi.

La manifestazione è stata preceduta da un nuovo crollo che ha riguardato una delle case costruite nel dopo terremoto. Si è trattato di un “ cedimento strutturale”  di un balcone di un edificio delle case costruite a Preturo, a qualche chilometro dal centro storico aquilano in un complesso già sgomberato e sequestrato dopo un analogo crollo avvenuto nel settembre 2014.

Poco tempo fa sono state chiuse le indagini sul precedente cedimento con il rinvio a giudizio di oltre 30 persone.

crollo aquila

Un balcone in legno si è staccato dalla struttura portante ed è finito su quello sottostante. Fortunatamente l’edificio è vuoto da circa un anno e mezzo e la cosa non ha avuto conseguenze.