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I 200 tra eritrei, etiopi e somali vincono a Lampedusa: niente impronte digitali. Dopo oltre 24 ore di trattative e di

tensione. Stavolta la mediazione sull’isola, è vero, è stata della polizia. Ma non osiamo pensare che il neo capo di gabinetto del ministro dell’interno Alfano, il prefetto Luciana Lamorgese, non abbia informato il “capo” della decisione. E così il gruppo di migranti usciti in massa dal centro di accoglienza dell’isola per protestare a gran voce, hanno esultato per le strade di Lampedusa. L’hanno spuntata. Niente impronte digitali per loro, niente identificazione, perché così, almeno si sente sostenere, potranno andarsene tranquillamente a spasso per l’Europa e chiedere asilo dove lo riterranno più opportuno. Intanto, saranno trasferiti in altre città a piccoli gruppi, mentre dai loro “rappresentanti”, a legger bene, piovono pure offese verso il nostro paese. Così dice Zeina, il loro portavoce: “qui c’è troppa povertà e i diritti non vengono garantiti, né per gli italiani né per noi stranieri. Per questo motivo noi non vogliamo rimanere qui. Vogliamo essere liberi di continuare il nostro viaggio verso i paesi del nord Europa. Vogliamo chiedere asilo nei paesi che sono veramente in grado di accoglierci. Se rimarremo qui, che futuro avremo? Finiremo a vivere per strada!” Siamo senza parole. Preferiamo non aggiungere altro.

Red