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Dopo insulti e gestacci, il Senato approva l’art. 2 della legge di riforma. Il Pd si è riunificato su di un testo da studiare….

Dopo insulti e gestacci, il Senato approva l’art. 2 della legge di riforma. Il Pd si è riunificato su di un testo da studiare….

Non appena si è spenta l’eco di una giornata caratterizzata da gesti scurrili e scambi di insulti, il Senato continua ad andare avanti sulla legge che riguarda la propria riforma ed approva il famoso articolo 2. Quello che per lungo tempo aveva costituito il pomo della discordia tra maggioranza ed opposizione, all’interno della maggioranza e tra il grosso del Pd e la cosiddetta minoranza di sinistra interna.

Il miracolo è stato fatto e tutto il Pd unito si ritrova a votare l’art 2 secondo il quale i senatori saranno “indicati” dagli elettori, ma votati dagli organi elettivi locali secondo un emendamento che così modifica l’articolo in questione: “La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma”.

Molti cittadini avranno bisogno di rileggere più volte, se non addirittura studiare, un testo che chiaramente sembra essere frutto di un compromesso interno al Pd, in cui tutti hanno vinto e nessuno ha vinto. Poi, il futuro ci dirà come tutto ciò si tradurrà nella pratica.

Il voto è giunto in un insolito sabato di lavoro per i senatori che succede ad una gazzarra veramente volgare, oltre che inutile scoppiata quando la senatrice Paola Taverna del Movimento Cinque Stelle ha accusato il senatore Lucio Barani, che con Verdini è da poco passato con la maggioranza, di aver fatto un gesto osceno verso la collega Barbara Lezzi e gli ha urlato  “porco maiale”.

La Taverna chiede al presidente Grasso di  intervenire contro Barani e lo costringa a chiedere scusa cui si indirizzano grida e proteste di molte senatrici di tutti i partiti. Barani si difende dicendo che si è trattato di un equivoco. Grasso sospende la seduta e rinvia a lunedì una decisione sull’accaduto preannunciando severità una volta che saranno appurati davvero i fatti.