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Siria: salta la conferenza internazionale. Uccisi due occidentali tra le truppe ribelli

Siria: salta la conferenza internazionale. Uccisi due occidentali tra le truppe ribelli

E’ confermata la notizia che una cittadina statunitense, Nicole Mansfield, di 33 anni di età, del Michigan ed un britannico, Ali Almanasfi, 22, di Acton, nella parte occidentale di Londra, sono stati uccisi in Siria, ad Idlib, nel nord del Paese. I due facevano parte di un gruppo di insorti che stavano ingaggiando un combattimento con le truppe del regime di Assad. Si tratta della conferma che entrambi gli schieramenti in campo si avvalgono della presenza armata di stranieri.

Gli insorti, lo si sente dire da tempo, hanno tra le loro fila combattenti provenienti da diversi paesi arabi o mussulmani. Ma è anche sempre circolata la voce, sin dai primi momenti dell’insurrezione di due anni fa, che molti con passaporti di paesi occidentali starebbero partecipando alla lotta militare contro il regime di Assad. Potrebbe trattarsi, come insinuano alcuni, oltre che di volontari di fede islamica di mercenari arruolati per dare man forte agli insorti ed assicurare loro quella capacità militare che, altrimenti, non sarebbero in grado di dispiegare sul terreno.

Nicole MansfieldI due trovati uccisi sembrano appartenere alla prima categoria. Trattandosi la Mansfield di una cittadina Usa convertitasi all’Islam e il secondo, Ali Almanasfi, appartenente ad una famiglia di origine siriana.In entrambi i casi, i familiari dei due non sapevano del loro coinvolgimento nei combattimenti. Per quanto riguarda, invece, il fronte governativo si è sempre detto che in appoggio a Damasco sono spesso intervenuti sul terreno degli scontri i miliziani Hezbollah che sono ben armati e determinati.

La Russia, intanto, non demorde e continua a sostenere il regime di Assad come a suo tempo non ha fatto con altri vecchi alleati, molati però sul più bello, e cioè Saddam Hussein e Milosevic. Così Mosca ha confermato l’invio di approvvigionamenti militare al Governo siriano. Si tratterebbe di missili S-300 antierei in aggiunta a quelli cosiddetti terra- terra. Le autorità moscovite, inoltre, hanno confermato di aver avviato una trattativa con quelle siriane per la vendita dei jet militari MiG-29 M/M2.

Mosca, infatti, non intende perdere l’unica posizione strategica assicuratale nel Mediterraneo dall’importante base navale di Tartus. L’annuncio ufficiale russo è venuto dopo che si è saputo di un incontro ad altissimo livello tenutosi a Mosca tra ufficiali russi ed israeliani. Questi ultimi avrebbero tentato di dissuadere gli interlocutori dall’invio di armi ad Assad. Non risultano al momento smentite sul fatto che l’incontro si sia tenuto.

la_proxima_guerra_siria_se_ales_tercera_guerra_mundialGli israeliani sono preoccupati soprattutto per la fornitura di rampe di lancio di missili in grado di colpire il loro intero territorio e, così, prima del colloquio con i russi si erano spinti a minacciare l’uso delle armi contro ogni nave in navigazione verso i porti siriani per lo scarico di questi missili.

Il clima, dunque, non è dei migliori e sembra che non si possa più contare neppure sulla conferenza internazionale sulla questione prevista per questo mese di Giugno. Il rinvio o, addirittura, la cancellazione dell’iniziativa, cui stavano lavorando Mosca ed Washington è stato provocato dal no di George Sabra, leader della Coalizione Nazionale Siriana che riunisce le principali forze di opposizione ad Assad. La speranza, adesso è che si riesca, almeno, ad organizzarla per Luglio o Agosto.

Beatrice Zamponi