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Notte da lunghi coltelli per Scelta Civica Olivero fa un passo indietro e lascia Monti minaccia d’andarsene. Poi, ci ripensa

Notte da lunghi coltelli per Scelta Civica  Olivero fa un passo indietro e lascia  Monti minaccia d’andarsene. Poi, ci ripensa

Che fine farà Scelta Civica, il raggruppamento politico parlamentare nato sulla scia dell’esperienza del Governo di Mario Monti e frutto della confluenza di tradizioni diverse? Quelle dell’Udc e di Sant’Egidio, come espressione del mondo cattolico. Quelle di “Italia Futuro”, legata a Montezemolo, oltre che apporti di personaggi della cultura, dell’economia e delle istituzioni collegate direttamente con il professore ed ex Presidente del Consiglio Monti.

La domanda è d’obbligo dopo che Monti ha ottenuto la defenestrazione di Andrea Olivero da coordinatore del partito ed è stato deciso di affidare al Comitato di Segreteria, di cui Olivero continuerà a fare parte, il compito di guidare la coalizione delle diverse anime che compongono Scelta Civica, fino al congresso.

Tutto è stato consumato nel corso di una sola drammatica notte. Con un dibattito a tratti aspro. Un dibattito che sembrava finito quando il professor Monti ha preso cappello e si è diretto verso la porta. In quel momento Scelta Civica era morta. Poi, convinto Monti a restare, si è trovato un compromesso: Olivero si occuperà di un grande progetto culturale, ma passa il coordinamento in mano alla segreteria.

Ovviamente, forte è lo sconcerto ed anche la sorpresa per l’acuirsi a tal punto di un dibattito interno degenerato da quando alcuni parlamentari, tra cui lo stesso senatore Olivero, hanno avuto la bella pensata di partecipare ad un’iniziativa di Pierferdinando Casini, il leader dell’Udc, quindi uno di casa, per la costituzione di una cosiddetta “area popolare”, italiana ed europea, per il rinnovamento della politica corrente.
casini monti
Si tratta, in realtà, dell’ennesima simile proposta di Casini che, negli ultimi anni, ha più volte annunciato cose del genere. Agli occhi, ed alle orecchie, di Mario Monti, però, l’iniziativa ha assunto, invece, il sapore di uno “scippo” della presenza politica più complessiva di Scelta Civica.

In termini molto concreti, invece, alcuni smaliziati osservatori sostengono che si tratti di una preparazione allo “sganciamento” di Casini dal centro per avviare un giro di valzer con il Pd. Dopo quelli avuti fino a due legislature fa con Silvio Berlusconi.

Questa esperienza è frutto, in realtà, di un’alchimia di equilibri tra esperienze laiche e cattoliche. Anch’esse articolate e frammentate al proprio interno e, quindi, potenzialmente capaci di fornire all’esperienza più sbocchi possibili.

RomaSettimanale.it ha raccolto l’opinione di un esponente laziale di Lista Civica, Federico Fauttilli. E’ rimasto molto sorpreso per la “forte” reazione del professor Monti, ma anche apprezzato il suo successivo comportamento, da lui definito “estremamente costruttivo”.
fauttilli
Fauttilli crede che, alla base di questa polemica interna, ci sia un’eccessiva verve polemica nei confronti della partecipazione dei parlamentari ad un dibattito che si sta articolando ancora su delle linee generali e di esame delle prospettive.

“Nessuno pensa a superare l’esperienza di Lista Civica e a confluire nel Pd. Queste sono sciocchezze”. Secondo il deputato di Latina, ma di fatto, romano, neppure ha senso continuare a parlare di cattolici e di laici interni all’esperienza Monti: “anche questa è un’altra sciocchezza. Torniamo ai guelfi ed ai ghibellini? Io personalmente mi definisco di Scelta Civica e non intendo partecipare a questi risibili giochi ad affibbiare casacche inspirate ad analisi superficiali. Credo in questa occasione che, semmai, invece di dissolversi nella confluenza in altre forze politiche, potrebbe divenire un esempio per tutti su come indirizzare un’intera esperienza politico parlamentare che sia basata non sulla scelta di schieramenti astratti, bensì sulla concretezza dell’iniziativa politica. Ciò, insomma, di cui ha bisogno realmente il paese”.

G.I.