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Letta non segue il Pdl e Berlusconi: qualunque cosa decide il Pd, a me va bene.

Letta non segue il Pdl e Berlusconi:  qualunque cosa decide il Pd, a me va bene.

Enrico Letta, indirettamente, risponde di “no” al Pdl che cerca di legare la sopravvivenza del suo Governo all’atteggiamento che il Pd terrà sul caso Berlusconi, a partire dalla riunione della Giunta per le elezioni del Senato. Il Presidente del Consiglio approfitta dell’occasione che gli è stata data dall’intervista concessa ad una televisione austriaca per sottrarsi dalla scomoda posizione di chi si trova su un’incudine in attesa della martellata.

Letta, e non poteva fare altrimenti, non si fa “irretire” dalla linea del Pdl e dichiara candido, candido che a lui va bene qualunque cosa decida il Pd al Senato:” le decisioni che assumerà per quanto mi riguarda saranno le decisioni giuste».

Letta, però, ripete il concetto già ribadito più volte, l’ultima delle quali al Meeting di Comunione e Liberazione e cioè che” il partito di Berlusconi prenderà le sue decisioni e si assumerà le responsabilità delle sue decisioni” sapendo che il Paese affronterà dei” costi portati dall’interruzione di un processo virtuoso che dà la possibilità di agganciare la ripresa”.

Secondo Enrico Letta, in Italia, «servono meno parole, più fatti, meno polemiche, più cose concrete e costruttive», ha aggiunto il premier spiegando che l’unica strada per diventare un paese normale è «la stabilità politica perché il nostro paese», ha vissuto troppa instabilità e troppe polemiche»
IL GOVERNO LETTA IN SENATO PER IL VOTO DI FIDUCIA
E’ chiaro che, anche se non c’è scritto l’indirizzo verso cui è spedito il messaggio, si tratta di una risposta a stretto giro di posta all’avviso giunto dalla voce autorevole di Renato Schifani. Questi aveva sintetizzato, anche lui dal Meeting di Rimini, la pressione che il Pdl continua ad indirizzare verso il Quirinale ed il Pd, tirando in ballo le conseguenze nefaste per l’esecutivo Letta. L’ex Presidente del Senato, ed attuale capogruppo del Pdl allo stesso Senato, Renato Schifani, ha lanciato il monito più duro di questi ultimi tempi per conto del fronte berlusconiano: approfondiamo la questione in Giunta per le elezioni, altrimenti chiudiamo con il Governo Letta.

La richiesta è, in sostanza, che il Pd accolga la proposta del Pdl di considerare giusta l’interpretazione che viene data dai berlusconiani della legge Severino, in base alla quale Berlusconi dovrebbe perdere, da subito, il suo seggio di senatore. Per loro si tratta di una legge anticostituzionale e che, inoltre, non sarebbe da applicare nei confronti del leader del Centro Destra perché riguarda fatti accaduti prima della sua entrata in vigore.
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Dal Pdl, lo ha fatto capire anche Schifani, si aspettavano “di più” anche da Giorgio Napolitano, anche se poi nessuno riesce a “quantificare” lo sforzo che non sarebbe stato profuso dal Quirinale e in quale direzione Berlsuconi ed i suoi si aspettavano dovesse andare.

Giancarlo Infante