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Infuriato Rienzi, “preferisce” i camion-bar?: “Si” del Consiglio di Stato a Diego Della Valle il suo restauro del Colosseo è più che regolare

Infuriato Rienzi, “preferisce” i camion-bar?:  “Si” del Consiglio di Stato a Diego Della Valle  il suo restauro del Colosseo è più che regolare

I lavori di restauro del Colosseo proposti dall’inventore delle Tod’s Diego Della Valle possono partire. Il Consiglio di Stato ha, infatti, bocciato la richiesta dell’associazione consumatori Codacons conto la “sponsorizzazione” del più prestigioso simbolo della Roma antica affidata appunto ai Della Valle per un importo di 25 milioni di euro.

Un via libera da molti contestato e soprattutto criicato da Carlo Rienzi, che preannuncia, come previsto, una nuova battaglia. Con il suo Codacons disposto a contrastare armi alla mano in ogni sede possibile la sentenza da lui ritenuta ingiusta e priva di qualsiasi fondamento.

colosseo7bisE dire che sono stati proprio i giudici amministrativi romani di palazzo Spada a ritenere il Codacons non legittimato a proporre ricorso sia sotto il profilo della tutela dell’ambiente sia dal punto di vista di rappresentante di consumatori e utenti. La sentenza del Consiglio di Stato è stata emessa a tre mesi e mezzo dall’ultima udienza, avenuta appunto il 16 aprile scorso, con la quale i giudici di appello hanno respinto in via definitiva l’opposizione al restauro del famoso Anfiteatro Flavio proposta dal più che ricco imprenditore fiorentino. Il Consiglio di Stato “compensa le spese giudiziali e dispone che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”.

Per quanto riguarda, invece, le ragioni che hanno portato il Codacons a ricorrere contro la sponsorizzazione del restauro, i giudici amministrativi di appello spiegano come “le considerazioni dell’appellante sono esposte in modo apodittico e non sono rapportate a specifici fattori di incongruità o illogicità del contratto di sponsorizzazione”.

colosseo2bisMa il Consiglio di Stato dice la sua anche sulla presenza, accanto al Codacons, di alcune associazioni di categoria, quale quella dei camion-bar rappresentata anche dalla famiglia Tredicine che ha affiancato l’appello di Rienzi. Per i giudici “non è consentito che l’interesse dedotto in giudizio riguardi soltanto una parte delle categorie rappresentate, ponendosi in caso contrario configurante una situazione di conflitto di interessi dell’associazione stessa con alcuni dei soggetti rappresentati, o una non consentita sostituzione processuale”.

Carlo Rienzi, deluso ma infuriato, ripete a gran voce che “questa decisione assurda offende il Colosseo prima ancora che il Codacons, e sarà impugnata in revocazione e in Cassazione per rifiuto di giurisdizione”, ricordando come la Procura di colosseo3bisRoma, proprio per un esposto del Codacons, abbia già aperto un’inchiesta sulla sponsorizzazione e sull’allargamento dei tempi di concessione passati da 2 a 20 anni.

Carlo Rienzi che, come tutti, sembrerebbe tenere molto alla rispettabilità del Colosseo, dovrebbe allora spiegare con quale faccia non solo riesca a tollerare e di fatto riesca pure a “far lega” con i proprietari di quegli antiestetici camion bar degni tutto al più di “rinfrescare” i partecipanti a fiere di paese o a ben più tristi spettacoli circensi, piuttosto che far da cornice ad uno dei più straordinari e illustri monumenti? Come fa caro Rienzi, ce lo spiega?

Antonello La Monaca