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Dopo la strage del giovane razzista a Charleston, Obama critica nuovamente il giro delle “armi facili” in Usa

Dopo la strage del giovane razzista a Charleston, Obama critica nuovamente il giro delle “armi facili” in Usa

Dopo la strage, i pianti e l’ennesima constatazione che le armi girano troppo facilmente negli Stati Uniti. Ancora una volta, come a suo tempo fece a lungo Bill Clinton, Barack Obama interviene pubblicamente ben sapendo che dopo le lacrime ed il cordoglio di queste ore niente cambierà. La mentalità di molti americani e le lobby della produzione del mercato delle armi faranno tornare tutto come prima, in attesa della prossima strage.

Il Presidente americano si è chiesto perché negli Usa solamente accadano fatti del genere a differenza di quanto non avviene negli altri paesi avanzati. Una domanda che tutti si aspettano resti senza risposta, visto i numerosi precedenti come i massacri di studenti dei college o di intere famiglia che non hanno, comunque, portato ad alcuna legge di contenimento della facile vendita delle armi.

Restano i nove i morti della sparatoria in una delle più antiche chiese di neri d’ America, la Emanuel African Methodist Episcopal Church, nella città di Charleston in South Carolina. Resta il dramma di un ragazzo di 21 anni, Dylann Storm Roof, cresciuto nel culto delle armi e razzista dichiarato, che avrebbe utilizzato per compiere la strage una pistola appena ricevuta in dono in occasione del suo compleanno.

La Polizia lo ha catturato poco dopo il massacro in cui ha perso la vita anche il pastore della chiesa, Clementa Pinckney. Il pastore era stato  senatore democratico dello Stato della Carolina del Sud ed animatore della protesta per l’uccisione da parte della polizia di un giovane di colore disarmato, Walter Scott, proprio a Charleston nell’aprile scorso.