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Consulta su Università: bocciata parte di riforma Gelmini si a proroga docenti fino a 72 anni

Consulta su Università:  bocciata parte di riforma Gelmini  si a proroga docenti fino a 72 anni

No dalla Corte Costituzionale alla norma che impedisce a docenti e ricercatori universitari di rimanere in servizio fino a 72 anni. Illegittimo il provvedimento 2010 dell’allora “ministra” dell’Istruzione Pubblica che costringe alla pensione al compimento del 70 esimo anno di età senza poter usufruire della proroga di due anni prevista per tutti i dipendenti dello Stato fin dal 1992.

La sentenza della consulta, secondo l’Associazione Professionale Sindacale (Anief), il sindacato appunto che raggruppa un alto numero di docenti di ogni ordine e grado, è “un modo per rimettere ordine ad un sistema danneggiato da una evidente forzatura voluta dall’ex governo Berlusconi e permette di mantenere in essere le alte professionalità al servizio dello Stato e favorire nel contempo una continuità didattica sempre più spesso minacciata dalla mancanza di turn over”.

l’Anief ritiene, pertanto, che “la cancellazione dell’articolo 25 della legge 240 del 2010 rappresenta l’occasione giusta per tornare a chiedere e con maggior forza al nuovo ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, di adoperarsi per restituire dignità alla figura del ricercatore universitario, cancellata da quella stessa legge”.

università5 consultaLa norma Gelmini di tre anni fa aveva praticamente congelato i 25mila ricercatori a tempo indeterminato che lavorano nelle nostre università, costantemente in attesa di potere partecipare ai concorsi per professore associato promessi al momento dell’approvazione della legge. Attesa rivelatasi poi vana.

Così, un docente dell’università romana di Tor Vergata, stanco di attendere invano, aveva presentato ricorso al Tar del Lazio per poter avvalersi della proroga disposta nel 1992 e rimanere così in servizio fino ai 72 anni. Il Rettore dell’ateneo, ligio alla nuova “norma Gelmini, lo aveva, infatti, collocato a riposo.

Il Tar aveva respinto il ricorso e al “pensionato suo malgrado” non era rimasto altro che rivolgersi in seconda battuta al Consiglio di Stato. I giudici amministrativi di appello, non convinti della decisione dei colleghi del Tar, hanno così rinviato il caso alla Corte perché si pronunciasse sulla legittimità costituzionale dell’articolo 25 della legge numero 240 del 2010 contestato dal docente di Tor Vergata.

E la Consulta si è pronunciata sull’incostituzionalità della norma che, priva di giustificazioni, esclude “la sola categoria dei professori e ricercatori universitari dalla possibilità di ottenere la proroga di due anni, definendola “disciplina sbilanciata e irrazionale, che si pone in deciso contrasto il principio costituzionale del buon andamento dell’azione amministrativa”

Riccardo Marini