Il Coronavirus e la “fuga” degli immigrati. Torniamo alla plebe e ai patrizi?

Il Coronavirus e la “fuga” degli immigrati. Torniamo alla plebe e ai patrizi?

Seguendo un’iperbole potremmo ben dire che, nelle nostre campagne, a causa del Coronavirus, siamo costretti a tornare ai tempi di Menenio Agrippa.

In particolare, a quel conflitto della plebe contro i patrizi che, nel 494 a.c., segnò l’avvio delle tante “Secessio plebis” destinate a durare per oltre due secoli e mezzo nel corso delle quali tanti problemi furono creati alla Roma repubblicana.

In questo caso non c’è niente di violento. Anzi, si tratta di un fenomeno silenzioso che, però, rischia di mettere in crisi la stagione agricola. I rumeni e gli albanesi, oltre ad altri immigrati dai Balcani e del centro Europa, non intendono venire da stagionali a raccogliere nei campi in Italia.

Molte famiglie composte da questa gente si sono già date “alla fuga”Gli immigrati che stanno al Sud, dove pensano di essere a minor rischio di contagio, rifiutano di viaggiare verso il Nord dove finisce gran parte della produzione.

Alcuni di loro stanno prendendo in seria considerazione l’idea di andarsene del tutto, prima che sia troppo tardi ed aumentino i rischi di essere sottoposti, a casa loro, alla quarantena.

Così, anche grazie al Coronavirus siamo costretti a riflettere che “immigrato” non è sinonimo di brutto e cattivo, ma anche di “utile” e, persino, d’indispensabile.

Ce ne dimenticheremo non appena la diffusione di questo virus non farà più paura?

E’ una delle tante questioni su cui questo Paese tanto ondivago e poco fermo sulle proprie gambe dovrà riflettere, così come su tante cose che l’emergenza del Coronavirus ha fatto emergere. Però, in questo momento, è bene lasciare in sospeso per non alimentare altre polemiche in un clima di preoccupazione che tutti coinvolge.

E’ certo che talune decisioni prese inizialmente, a fronte del comparire del virus in Cina, stanno ora mostrando il loro peso, che la questione del ruolo delle regioni, soprattutto in campo sanitario fa riflettere, che tanti luoghi comuni sulla preminenza di qualche area del Paese rispetto ad altre sono tutti da riconsiderare.

Ne riparleremo.