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II Palio di Asti alla Torretta, dopo il rinvio per la morte di un cavallo. Proteste delle associazioni ambientaliste che chiedono la cancellazione di queste gare.

II Palio di Asti alla Torretta, dopo il rinvio per la morte di un cavallo. Proteste delle associazioni ambientaliste che chiedono la cancellazione di queste gare.

Dopo la drammatica morte di un cavallo e il maltempo che ne avevano provocato il rinvio al giorno dopo, la Torretta ha vinto il palio di Asti. La popolare manifestazione in programma domenica era stata rinviata a lunedì 16, nel corso di una riunione del Consiglio del Palio, protrattasi sino a tarda ora. Era stata convocata d’ urgenza dopo la sospensione. Una decisione sofferta nella quale, proprio a causa del maltempo che aveva reso pesante la pista, aveva praticamente obbligato il sindaco della cittadina piemontese, Fabrizio Brignolo, a sospendere la gara.

Partito subito in grande vantaggio, Giuseppe Zedde, detto ”Gingillo”, ha conquistato il drappo staccando San Secondo e Cattedrale. «Gingillo», senese, 31 anni, due vittorie a Siena e altrettante ad Asti, ha così portato a casa il Palio delle polemiche. Una corsa anomala e contestata, con la morte del cavallo di Santa Maria Nuova, Mamuthones, inciampato al canapo della prima batteria, domenica, pochi minuti dopo l’inizio della corsa. Una caduta senza scampo. Poi la sospensione, la protesta degli animalisti, le urla all’uscita degli spettatori dalle tribune, i cortei le vie della città per dire «il Palio non si tocca», in risposta agli animalisti. E il rinvio al giorno dopo, con l’unica novità della contrada di Santa Maria assente al canapo di partenza.

aaapalio3“Non abbiamo nulla da rimproverarci – questo il laconico commento dell’assessore al palio Alberto Patta – non vi sono state nè omissioni ne comportamenti che abbiano messo a rischio la vita degli animali. Si è trattato solo solo un tragico infortunio”.

Superfluo dire l’incidente, nel quale il cavallo ha perso la vita prima della partenza, ha suscitato le proteste delle associazioni animaliste. Prima fra tutte la L.A.V., Lega anti vivisezione, che da Roma ha diffuso una nota nella quale denuncia la manifestazione di Asti e l’accaduto, chiedendo che sull’episodio venga fatta piena luce. La Lav auspica anche che brutali manifestazioni, evidentemente Pali compresi, siano fermate.

Non meno dura la reazione dell’AIDA (associazione italiana per la difesa dell’ambiente e difesa degli animali) che ha rivolto l’invito al ministero dell’Agricoltura di intervenire per decidere di mettere fuori legge tutte le manifestazioni e le corse in cui i cavalli rischiano la morte. Il presidente dell’AIDA, Lorenzo Croce, ha preannunciato la presentazione di un esposto in Procura ad Asti affinché la magistratura siano accertiate tutte le responsabilità nella morte dell’animale.

L’evento ha provocato anche lo sdegno di Michela Vittoria Brambilla, ex ministro del Turismo e presidente della Lega italiana per la Difesa degli animali. L’esponente politico ha rilevato come dopo il tragico incidente verificatosi nel Palio di Foligno queste manifestazioni andavano abolite. Si tratta di manifestazioni – ha concluso Brambilla- che non hanno nulla di culturale e danneggiano l’immagine del aaapalio2nostro Paese”. Ma, almeno per quanto riguarda l’ultimo punto della dichiarazione della Brambilla, ci sarebbe molto da discutere.

Come in molti altri casi, anche la corsa del Palio trae l’origine del suo nome dal premio, ovvero il pallium, un drappo di stoffa molto pregiata destinato alla Contrada vincitrice, che poteva poi usarlo per decorare la sua chiesa, arredarla o, in alcuni casi, venderlo per ricavarne una dote per le giovani spose. Le origini di questa gara si perdono nel tempo e risalgono addirittura al 1277. Quasi nove secoli. Ci permettiamo di dissentire che la tradizione non abbia a che fare con la cultura e con l’immagine del Paese.

Risalire lungo la storia di questa manifestazione vuole dire, in ogni caso, incontrare una realtà come quella antico-medievale, in cui in tutti i borghi e città si disputavano corse dei cavalli, giochi equestri e competizioni con altri animali, mutuate dalla cultura popolare classica.

Enrico Barone