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Internet: in Italia si va avanti ancora a rilento

Internet: in Italia si va avanti ancora a rilento

Nonostante le offerte dei principali operatori del settore e la diffusione quasi capillare delle linee veloci, lo stato della rete Internet in Italia avanza ancora a rilento alla fine del 2016. Il tradizionale report di Akamai, con i dati relativi al quarto trimestre 2016, segnala un leggero aumento di penetrazione e velocità media lungo lo Stivale, ma al contempo anche una battuta d’arresto per l’adozione di banda larga.

La classifica della velocità

Guardando in dettagli i riscontri numerici evidenziati dal Rapporto sullo Stato di Internet di Akamai, aggiornato come detto a dicembre 2016, salta subito agli occhi il valore della velocità media di connessione al Web in Italia, che arriva a 8,7 Mbps, migliorando lievemente gli 8,2 del precedente trimestre. Un passo in avanti troppo modesto per avere impatto sulla classifica mondiale, in cui l’Italia infatti perde ancora posizioni e si trova quasi sul fondo, al 58esimo posto assoluto (28esimo in zona Emea, davanti soltanto a Croazia, Grecia e Cipro).

Una crescita lenta

Eppure, i dati sono in netto miglioramento sul recente passato: se in percentuale sul terzo trimestre 2016 si è “accelerato” del 5,2 per cento, è addirittura del 16 per cento la crescita netta rispetto al bilancio di fine 2015, grazie anche alla diffusione domestica di linee più affidabili e veloci. Caratteristiche che sono distintive di Eolo, uno dei più innovativi operatori tricolore, che con la sua offerta internet casa punta proprio a diffondere connessioni più rapide e più potenti.

Lo stato della banda larga

Nonostante questo, però, a livello generale l’Italia zoppica ancora sia sul fronte della banda larga che su quello delle linee ultra broadband, ovvero superiori ai 10 Mbps. Per quanto riguarda il primo aspetto, solo il 78 per cento delle connessioni nel Paese superano i 4 Mbps, in 63esima posizione a livello mondiale, e Akamai segnala addirittura un calo rispetto all’anno scorso.

E quello della banda ultra larga

Sembra invece in crescita l’adozione della banda ultralarga, seppure a ritmi molto inferiori rispetto ad altri Stati europei: in Italia siamo attualmente al 23 per cento di linee ultra broadband, mentre ad esempio in Romania si sfiora il 70 per cento e la media dei Paesi Emea è superiore al 30 per cento. Eppure, come detto, i dati sono in aumento rispetto al passato, con un +19 per cento sul trimestre precedente del 2015 e un +68 per cento sulla cifra finale del 2015. Troppo poco, evidentemente, come dimostra anche l’ulteriore scivolone nella classifica mondiale, in cui l’Italia perde altre 3 posizioni arrivando 54esima posizione.

I dati positivi

Dopo tutte queste ombre, però, appare anche qualche leggero sprazzo di luce. Innanzitutto, infatti, aumenta la velocità media delle connessioni mobili, che con 11,2 Mbps supera (di poco) la media mondiale fissata a 10 Mbps; allargando l’osservazione, il report segnala che sono attualmente 19 i Paesi e le regioni europee qualificate sottoposte a sondaggio che nel 2016 hanno registrato una velocità di connessione mobile sopra la media, rispetto ai 16 nel trimestre precedente. La palma di “velocista” va al Regno Unito, dove le connessione toccano i 26,8 Mbps.

Aumentano gli indirizzi unici

Altro dato in crescita a livello nazionale è quello relativo al numero di connessioni di indirizzi IPv4: nell’ultimo trimestre dello scorso anno infatti sono stati circa 807 milioni gli indirizzi connessi alla Akamai Intelligent Platform da 241 località. Un risultato che riporta, dopo svariati mesi, l’Italia nella top ten mondiale, esattamente in decima posizione con 17.430.006 indirizzi connessi, con una crescita del 5,4 per cento rispetto al trimestre precedente, che consente al nostro Paese di scalzare l’India e di porsi all’inseguimento della Russia, che registra circa 2 milioni di indirizzi unici in più.

Gianluca Bottiglieri