Femminicidi: il ricordo del Circeo – di Giuseppe Careri

Femminicidi: il ricordo del Circeo – di Giuseppe Careri

Sono questi giorni in cui la questione dei femminicidi scuote le coscienze di tutti. La Rai ha messo in onda il racconto di quella che forse è stata la vicenda più emblematica: il caso del Circeo. Riproponiamo così un intervento che fece a proposito su Ultima edizione Giuseppe Careri

 

“Vede, mi dice una giovane turista di Reggio Emilia in vacanza per la prima volta a San Felice Circeo: per tanti anni ho sentito parlare e visto in televisione le immagini di un atroce delitto avvenuto in una villa in località Punta Rossa sul promontorio del Circeo, commesso da tre ragazzi della  Roma bene nei confronti di due giovani donne che le hanno massacrate di botte, di sevizie e stuprate in questa bellissima cittadina a sud di Roma. Era il 1975 e di quel massacro si salvò solo Donatella Colasanti, una ragazza di soli 17 anni, che dopo le violenze subite per un giorno intero si salvò fingendosi morta. L’altra ragazza, Rosaria Lopez di 19 anni morì attraverso atroci sofferenze.

E’ vero, ancora oggi a distanza di oltre 40 anni si continua a parlare del massacro del Circeo che richiama ancora turisti curiosi di vedere la famosa villa moresca di Andrea Ghira dove avvenne il massacro.

Certo, il delitto di cronaca sui giornali e le televisioni richiama quasi sempre l’attenzione dei lettori e di quanti sono interessati a fatti di cronaca straordinari che avvengono in continuazione.

Del resto, scrive Richard Salant, Presidente della Cbs: “We don’t make the news, we report it”, noi non facciamo le notizie; noi le pubblichiamo.  

Da sempre le cattive notizie, i fatti scellerati e quelli di cronaca nera sono quelli che arrivano quasi sempre improvvise, inaspettate, a forte impatto sull’opinione pubblica;                                

Per difendersi da questa immagine negativa avvenuta nel suo stupendo territorio, da anni, ormai, la cittadina laziale tenta un recupero turistico della zona presentando progetti e valorizzazione di una piccola cittadina ricca di arte, reperti archeologici, mare, lago e ambiente.

Solo il parco nazionale del Circeo istituito nel 1934, nel periodo mussoliniano dell’agro pontino per preservare il patrimonio naturalistico, nasconde lungo il suo interminabile percorso i resti archeologici di epoca romana ignota, purtroppo, alla maggior parte dei turisti.

 

E poi il promontorio del Circeo che domina l’intera pianura pontina con le sue forme sinuose visibili dal mare fino a Sabaudia. Al suo interno la Villa dei Quattro Venti risalente al primo secolo a C. che secondo alcune ipotesi potrebbe essere un santuario. Inoltre l’acropoli, sulla sommità del monte, risalente tra il 393 a.C. e il primo secolo a.C.

Diverse grotte sono raggiungibili agevolmente da terra, come la grotta delle capre, punto di ricovero delle greggi. E poi la grotta Guattari, teatro del ritrovamento nel 1939 del cranio fossile dell’uomo di Neanderthal.

Infine, nel Centro Storico completamente restaurato, è possibile ammirare  la splendida testa della maga Circe ritrovata nel 1928 da un giovanissimo pastore e conservata fino ad ottobre nella pro-loco del paese.

Infine il mare, il mare cristallino, che ha ottenuto di nuovo la bandiera blù del 2016 come riconoscimento internazionale; mare argenteo, verde, azzurro, un vero gioiello della natura incastonato tra il promontorio del Circeo e i monti dirimpetto; con la magia di vedere apparire sullo sfondo le isole pontine come per un incanto.

Ecco, il Circeo è tutto questo, uno spettacolo della natura, dell’arte, dell’ambiente che non può essere ricordato per il delitto del Circeo.

E’ vero: “Bad news, is good news” per giornali e televisioni. Ma per una volta lasciamo lo spazio alla bellezza naturale del paesaggio che rigenera lo spirito di ognuno di noi. Godiamoci, una volta tanto, le meraviglie della natura che sono intorno a noi, spesso colpevolmente ignorate.

Giuseppe Careri