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Il primo tavolo di lavoro tra gli imprenditori: dall’ecologia all’economia integrale

Il primo tavolo di lavoro tra gli imprenditori: dall’ecologia all’economia integrale

La scheda madre della realtà umana è la terra che ci nutre e ci governa. Indispensabile, per accostarsi al
concetto di ecologia integrale è l’inclusività, opportunità tesa dal Santo Francesco secondo il quale in natura
“tutto è connesso” per relazione, fondamentale alla costituzione dell’unità “ecosistema”.

La società odierna è diretta verso la “fraternità scientifica”, atteggiamento metodologico che non predilige le conoscenze frammentarie e isolate, bensì quelle di stampo sistemico. Quale necessità impellente dell’umanesimo?
Giungere ad una “ecologia economica” tra i diversi saperi, al fine di una visione integrale e integrante della
realtà.

La Camera di Commercio di Taranto e il Centro di Cultura “G. Lazzati” dell’Università Cattolica del
Sacro Cuore di Taranto hanno organizzato nelle giornate del 22 e 23 novembre scorso – frutto di un loro
intenso e rigoroso percorso tematico antecedente con riferimento all’Agenda 2030 nella vision di far
configurare la città di Taranto come Bes City – il “primo tavolo di lavoro tra gli imprenditori”, incontro auto
formativo, coadiuvato altresì dalla Pontificia Università Antonianum, mirato al dialogo, al confronto: le
imprese sono i principali soggetti politici autori del cambiamento, attori sociali che hanno il compito di
trasmettere le tecniche dell’ecologia integrale.

Certamente, però, è la sinergia tra accademia e impresa a rappresentare la soluzione vincente, ciascuna portatrice di saperi, idee e competenze. La società civile risulta adeguatamente informata? Spesso, la mancata conoscenza delle modalità alternative induce gli individui ad operare secondo le consuete logiche inappropriate non favorendo, quindi, l’affermarsi di pratiche efficienti soprattutto secondo un profilo ambientale.

Il bene comune – avvalorato dall’etica che ne rappresenta il comportamento abituale teso ad esso – deve divenire per le imprese nazionali (per molte di esse lo è già, rappresentando oggi le best practice) obiettivo tanto quanto il profitto, non ponendosi al centro del sistema bensì assumendo la consapevolezza di esserne parte: vision integrata tra strategia di business ed ecologia.

Le testimonianze di alcuni imprenditori nazionali e gli interventi del Dott. Francesco Maietta responsabile area politiche sociali della Fondazione Censis e del Dott. Luca Pardi responsabile dell’istituto per i processi
chimico-fisici del CNR di Pisa hanno delineato il profilo dell’attuale panorama italiano, tendenzialmente
differente dal modello risalente ad alcuni decenni fa: maggiore propensione al consumo tipica di una logica
razionale accompagnata dall’italianità come garanzia del prodotto coniugata a sostenibilità e tracciabilità
dello stesso; al contempo un cambiamento climatico evidente.

L’economia ci insegna che a picchi di benessere seguono crolli rapidi ed improvvisi, trend certamente congruo alla tema della incessante complessità a cui farà necessariamente seguito la pura semplicità.

Karen Ricchiuti