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Obama:il riconoscimento di Israele non legato all’accordo con l’Iran

Obama:il riconoscimento di Israele non legato all’accordo con l’Iran

Se Benjamin Netanyahu continua nella sua azione mediatica internazionale nel tentativo di far deragliare all’ultimo momento l’intesa raggiunta a Losanna tra il cosiddetto gruppo del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania, e l’Iran sui progetti nucleari di Teheran, Obama risponde colpo su colpo.

Netanyahu aveva chiesto che l’Occidente, Russia e Cina legassero la firma definitiva dell’accordo con gli iraniani al fatto che questi ultimi riconoscessero l’esistenza dello Stato di Israele. Immediatamente, il Presidente americano ha detto senza mezzi termini di ritenere che questa richiesta “sia sbagliata” e che un collegamento tra le due cose non sia possibile. Il ragionamento di Obama é semplice: l’Iran non è uno stato come gli altri e non è possibile subordinare alcun accordo ad una richiesta di modificare la propria natura.

Il Presidente Usa, che ha premuto in ogni modo perché si giungesse nei giorni scorsi all’accordo di Losanna, rovescia completamente il ragionamento sostenendo che la ricerca di un accordo che limiti il progetto di sviluppo atomico iraniano è dettata proprio perché nessuno può garantire che le trasformazioni interne al regime di Teheran avvengano realmente e, quindi poter impostare la condotta verso l’Iran in maniera diversa.

Le schermaglie tra Obama e Netanyhau oramai sono all’ordine del giorno, ma non sembra che il Presidente statunitense se ne curi più di tanto, ma non per questo ha smesso di lanciare assicurazioni direttamente al popolo israeliano cui gli Usa, ha detto anche recentemente il Presidente Usa, non faranno mai mancare il loro aiuto in caso di attacco.

Nonostante le assicurazioni americane, però, il Primo ministro di Tel Aviv continua a sostenere che tutto il resto del mondo si stia sbagliando sulle reali intenzione delle autorità di Teheran e che quello che sarà firmato, e diventerà operativo entro la fine del prossimo mese di Giugno, sia un accordo destinato sostanzialmente a dare via libera all’Iran verso la bomba atomica diventando così un problema per tutto il mondo, non solo per Israele.

E’ chiaro, anche se lui lo ha negato nel corso dell’ultima intervista concessa alla tv americana Cnn, che Netanyahu si muove tenendo conto dell’opposizione ufficialmente espressa contro l’accordo dai repubblicani del Congresso Usa e, anche se meno esplicitamente, dall’Arabia Saudita che costituisce il migliore alleato americano nella regione tra i paesi arabi.

Barack Obama, risponde all’offensiva diplomatica israeliana su vari fronti ed oltre alle già citate risposte sui giornali a Netanyahu fa anche circolare la notizia che gli Usa hanno messo a punto un nuovo ordigno in grado di distruggere qualunque obiettivo che si trovi in profondità nel sottosuolo. Un modo di avvertire Teheran, la quale finora ha molto confidato sul fatto che i suoi impianti nucleari sono nascosti all’interno di alcune montagne, sul fatto che c’è sempre la possibilità di colpire i loro impianti se non rispetteranno i termini dell’accordo che prevede una sostanzialmente riduzione della loro attività in campo nucleare.