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L’Europa definisce un piano sui migranti provocando già spaccature profonde

L’Europa definisce un piano sui migranti provocando già spaccature profonde

La Commissione europea ha presentato un progetto diretto ad affrontare la crisi creata nel Mediterraneo dall’imponente flusso migratorio di migliaia e migliaia di persone che, nella maggior parte dei casi, dalle sponde libiche si muovono con ogni mezzo verso le coste italiane e l’Europa. Un progetto già nato tra distinguo e contrarietà che già escono allo scoperto in maniera decisa.

Il piano europeo definisce in 20.000 il numero dei migranti che potrebbero essere accolti come rifugiati nell’arco dei prossimi due anni e prevedendo un investimento di 60 milioni di euro.

La Commissione chiede che gli Stati dell’Unione condividano l’onere della suddivisione in quote delle richieste di accoglienza tra tutti i paesi ad eccezione di Regno Unito, Irlanda e Danimarca. che godono di un diritto di esclusione.

Secondo questo piano, la suddivisione significherebbe che la Germania dovrebbe sobbarcarsi del peso maggiore con il 18,4% dei migranti da accogliere, seguita da Francia, 14%, dall’Italia, 11,8%, e dalla Spagna, 9%.

La questione, comunque, continua a dividere molto profondamente l’Unione. Perché, nonostante il Regno Unito sia esentato dal piano europeo, la Ministra britannica agli Interni, Theresa May, ha duramente polemizzato con le dichiarazioni fatte dinanzi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, rimproverando il fatto che la politica UE finirà per incoraggiare l’arrivo di più immigrati ad attraversare il Mediterraneo alla ricerca di un permesso di asilo.

Federica Mogherini ha precisato, comunque, che in discussione sono le domande di asilo politico e non un normale flusso migratorio basato sulla ricerca di un posto di lavoro.

Una linea confermata, al momento di presentare il piano europeo, anche dal vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, il quale ha precisato che quella dell’Unione non deve essere confusa con una “politica della porta aperta per i migranti” perché quanti non vedranno riconosciuto il loro “ diritto di asilo” dovranno essere rispediti indietro il ​​più rapidamente possibile e questo principio, ha concluso Timmermans, costituisce una parte integrante del piano, “una vera e propria pietra miliare”.

La linea britannica, però, non è solitaria. Come del resto hanno confermato recentemente esplicite dichiarazioni di dirigenti di alcuni altri paesi del centro e del nord Europa, a partire dall’Ungheria. In queste ore, chi sta già opponendosi apertamente al piano appena reso noto, destinato però a passare il vaglio dei vari paesi, sono in particolare Repubblica ceca e Slovacchia i quali hanno espresso la loro posizione nel corso di un vertice cui hanno partecipato i premier Bohuslav Sobotka e Robert Fico.

Da entrambi è venuto il sostegno del concetto che le decisioni in materia di asilo devono essere assunte sulla base del principio della volontarietà, rispettando le decisioni dei singoli Paesi.