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Una guida spericolata tra corse folli, alcol e droga – di Giuseppe Careri

Una guida spericolata tra corse folli, alcol e droga – di Giuseppe Careri

L’incidente mortale è avvenuto alle quattro di mattina a Belmonte Mezzagno, in Provincia di Palermo. L’auto di grossa cilindrata su cui viaggiavano cinque ragazzi è andata a sbattere contro un albero incendiandosi nell’impatto. Alcol e cannabis sono la causa dell’incidente che ha causato la morte di due ragazzi di 16 e 17 anni e il ferimento di altri tre, di cui uno grave. Arrestato dai carabinieri il conducente dell’auto; aveva un tasso alcolemico doppio rispetto al limite e accertata assunzione di cannabis

Distrazione, mancata precedenza e velocità sono le principali cause d’incidenti stradali rilevati nel 2018 dal rapporto Aci-Istat pubblicato a luglio di quest’anno.

Dai dati presentati da Aci-Istat, i morti per incidenti stradali nel 2018 sono stati oltre 3300 con un aumento dei giovani nella fascia di età 15-24 anni, e anziani 70-74anni.

Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti, è particolarmente alto il numero di quelli tra i 40 e i 49 anni (21%), seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni (19%).

L’Istat ha rilevato che distrazione, mancato rispetto delle regole di precedenza e velocità sostenuta restano le prime tre cause di incidente, insieme all’uso improprio di cellulari e al mancato rispetto della segnaletica.

Fa impressione scorrere i bollettini degli incidenti stradali accaduti negli ultimi mesi di quest’anno; Il 18 settembre muore un ciclista travolto da un auto. La vittima aveva 66 anni. Morta una donna di soli 28 anni dopo aver perso il controllo della sua auto di piccola cilindrata. 15 ottobre, scontro frontale alla periferia di Roma: muoiono un fotografo professionale di 30 anni e la sua compagna, una modella di 31. Uscendo da una curva lo scooter su cui viaggiavano i due giovani si è trovato di fronte una Mercedes che li ha travolti e uccisi.

Secondo esperti Usa di viabilità, Roma è la città più trafficata d’Italia; nel 2018 la Capitale è stata classificata la decima nel mondo.

Nel rapporto dell’Aci-Istat relativo al 2018, la città di Roma ha avuto 143 morti per incidenti stradali, il triplo di quanto accaduto a Milano che ne ha avuti 49.

C’è da osservare, però, che la Capitale è una città unica per estensione territoriale e per numero di abitanti, il doppio rispetto a Milano.

In una intervista pubblicata su Repubblica del 16 settembre, il Comandante dei Vigili Urbani della capitale Antonio Di Maggio osserva:

”Gli adulti tornano adolescenti una volta al volante. Tra i giovani il vero Killer è la velocità. Occorre inasprire le sanzioni per chi parcheggia sui posti riservati ai disabili, per chi non rispetta il semaforo rosso o corre troppo velocemente. Le multe non bastano, rimuoviamo anche 100 auto a sera, ma la gente non impara”.

Vero, la gente non impara, soprattutto automobilisti e motociclisti. Non è infrequente notare moto di piccola e grande cilindrata che superano una fila di automobili a passo d’uomo superando la striscia continua. Non solo, colpisce vedere spesso questi bolidi correre a velocità sostenuta per le strade del centro cittadino.

A Roma attraversare le strisce pedonali è un’impresa, un pericolo mortale soprattutto per bambini e anziani. Devi fare molta attenzione a destra e sinistra, fermarti, alzare le braccia per far rallentare qualche bolide in arrivo, un continuo stop and go. La precedenza ai pedoni ignorata sistematicamente dal 90% delle automobili.

Purtroppo solo raramente si vedono vigili urbani che regolano il traffico cittadino, soprattutto in prossimità di scuole o di incroci importanti.

La Cassia è una delle strade più trafficate di Roma. Ogni mattina in prossimità dell’incrocio del Grande Raccordo Anulare c’è un intasamento pazzesco. Una fila continua di auto ferme in attesa di dirigersi, superando il raccordo, verso il centro di Roma. Bene, da qualche anno, da quando cioè hanno tolto i vigili di Roma Capitale all’altezza dell’incrocio del Raccordo, decine di automobili e moto superano fuori le strisce continue tutte le auto pazientemente in fila, solo per guadagnare qualche centinaio di metri, in barba a chi  è in fila e rispetta il codice della strada.

Il Comune di Roma non può certo controllare tutto il territorio con i vigili urbani; ma anziché dedicarsi alla solita multa per un disco orario mancante nel parabrezza di un auto, potrebbe rafforzare la presenza sul territorio di Polizia stradale e vigili urbani.

In questo modo il Campidoglio avrebbe qualche euro in meno nelle casse comunali, ma la presenza massiccia delle forze dell’ordine sarebbe certamente un beneficio per la circolazione stradale e per la sicurezza dei cittadini. Inoltre sarebbe anche un legittimo sollievo per chi continua ad essere un gentiluomo verso le regole della strada e soprattutto della convivenza civile.

Giuseppe Careri