Vergogna di Stato – di Giancarlo Infante
Io spero proprio che Sigfrido Ranucci faccia fino in fondo la propria battaglia per la conduzione di Report. Non solo una sua battaglia personale, comunque legittima e doverosa.
Governo e vertici Rai si potrebbero risentire se si dicesse che la loro decisione è da Minculpop. Ma questo è. Con buona pace di commentatoti generosi che discettano sulla ritrosia di chi non si vuole dire antifascista.
Per questo la battaglia per Ranucci non è personale. Così come non lo è solo per salvare Report la quale, come tutte le trasmissioni, non è il Vangelo, ma una voce che non deve essere zittita. C’è qualcosa che va oltre: il diritto ad avere il pluralismo e, quindi, a poter ascoltare tutte le campane. In particolare da parte della Rai. Vogliamo inchieste più o meno conclusive, anche quelle discutibili o che si dilungano dietro supposizioni tutte da provare. Le domande servono. La ricerca di connessioni di fatti, di persone, di decisioni servono, se non altro, ad avere un quadro su vicende che ci riguardano come esseri umani, cittadini, consumatori, elettori.
Le leggi della nostra democrazia consentono di rettificare, smentire e correggere. E non risulta che Report o Ranucci abbiano mai perso una causa. Risulta, invece, che il Governo e la maggioranza non vogliano inchieste che scavino nelle vicende dei loro inquisiti, dei loro condannati e dei loro chiacchierati.
Il Salvini che oggi gongola per la rimozione di Ranucci non vuole che gli si ricordino i 49 milioni di rimborsi elettorali che la Lega ha ricevuto, ma senza che fossero dovuti. Così come ha avuto l’orticaria per tutte le inchieste sui suoi esponenti coinvolti in affari disdicevoli. Ma invece noi sì: vogliamo sapere come siamo governati, cosa ci danno da mangiare, cosa c’è stato dietro il terrorismo e le stragi che hanno cambiato il corso della nostra vita e della storia del Paese. Perché non ci possiamo accontentare dei comunicati stampa o delle interviste fatte in ginocchioni da sedicenti giornalisti compiacenti, talvolta persino complici.
Un discorso ulteriore meriterebbero quegli interessi economici che si sono sentiti colpiti da Report e che, cosi, hanno fatto mancare la solidarietà dovuta da parte dei “giornaloni” da loro controllati o condizionati. Report “non è la Bbc”, ma dobbiamo attaccarci a quel poco di libero giornalismo rimasto in una palude dell’informazione che toglie l’aria.
Alla luce degli elementi emersi finora il provvedimento adottato è tutto esclusivamente politico. La firma sta nel comunicato stampa dei Fratelli d’Italia: “finisce faziosa propaganda politica”. Quindi non c’entra niente il caso Lavitola in cui Ranucci è solamente parte offesa.
Per questo siamo certi che Ranucci, se davvero vorrà condurre questa battaglia, sapendo quanto vada oltre la sua persona e la sua trasmissione, la vincerà e il diritto al pluralismo vincerà con lui e Report. Per tutti noi.
Giancarlo Infante