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Il tradimento del libero mercato quanta democrazia vi è attualmente? e che tipo di democrazia è? – di Vitaliano Gemelli

La verticalizzazione delle decisioni in ogni ambito politico, civile, economico, sociale sta segnando il cambiamento d’epoca e, per molti aspetti, il superamento dell’organizzazione democratica degli Stati, che subiscono un dirigismo deciso dal gotha in ogni settore.

Nelle varie riunioni che si svolgono tra i rappresentanti degli Stati in ogni ambito si intravede una regia predeterminata che persegue obiettivi stabiliti, di cui i rappresentanti istituzionali sono divulgatori, ma non decisori.

Il gotha economico-finanziario, variegato al suo interno, comunque trova sempre il modus vivendi quando si tratta di accumulare ricchezza, distribuendo all’opinione pubblica in maniera capillare notizie di evoluzione e progresso, senza che gli effetti arrivino concretamente alle popolazioni.

Il controllo sistematico delle fonti di informazione permette di elaborare strategie, anche di medio e lungo termine, per modificare le opinioni prevalenti e tentare di trasformare gli assetti istituzionali secondo la convenienza del momento.

Da molto tempo è in atto un processo di annientamento dell’Unione Europea – la cui prospettiva dovrebbe essere quella di realizzare gli Stati Uniti d’Europa – prima da parte del sistema economico e finanziario mondiale e, attualmente, anche da parte degli Stati Uniti, che hanno trovato in Trump un Presidente disponibile e sensibile solamente a perseguire il suo status economico con un egotismo quasi patologico.

La burocratizzazione dell’Unione è avvenuta perché la Commissione non ha avuto nel tempo la capacità di elaborare una strategia europea e ha condiviso acriticamente le strategie che venivano proposte dal gotha mondiale, che si relazionava ai vari dirigenti e qualche commissario, ignorando le scelte della politica parlamentare.

La scelta “ideologica” dell’Europa “green” fatta a livello mondiale ha penalizzato solo l’Unione Europea e principalmente la Germania, localizzando la trasformazione solo sulla movimentazione veicolare, senza creare alternative energetiche corrispondenti al fabbisogno. L’oligarchia dei produttori cosiddetti liberi, emarginati quelli compromessi per il mancato rispetto di regole internazionali, come la Russia, con un criterio discriminatorio, che classifica gli Stati secondo l’utilità di ritorno e minimizzando i crimini commessi (Israele), ha determinato la politica energetica per l’UE.

Negli USA il sistema fracking di estrazione del petrolio e del gas metano è altamente inquinante, ma è legale.

Le stesse regole bancarie internazionali, se per alcuni versi razionalizzano il sistema, per altri creano moltissime rigidità, che bloccano di fatto la libera concorrenza a vantaggio dei gruppi finanziari più forti.

La prima globalizzazione che abbiamo conosciuto è stata quella della Coca Cola negli anni Cinquanta, ma era una globalizzazione che utilizzava il mito della democrazia americana, fatto soprattutto di propaganda, sottacendo il grande vulnus di quella democrazia, rappresentato dalla segregazione ed emarginazione razziale, radicata in alcuni Stati, ma diffusa su tutto il territorio; dall’esistenza della pena di morte per i reati più gravi; dal cumulo degli anni di detenzione, ecc.

Inoltre, alla luce dei fatti, gli Usa, che sono stati il punto di riferimento occidentale della democrazia per aver vinto la Seconda guerra mondiale insieme a Gran Bretagna, Russia e Francia, poi hanno perduto tutte le guerre intraprese contro il comunismo e iniziate con la motivazione di “esportare la democrazia”, non comprendendo che la democrazia è fondamentalmente un fatto culturale e poi può diventare un dato istituzionale.

La globalizzazione dell’occidente del settore finanziario è avvenuta con il Trattato di Bretton Woods (1944), che ha sancito la prevalenza del dollaro sulle altre monete (non considerando la proposta di Keynes per la creazione di una moneta neutra Bancor) e ha funzionato fino a quando il Presidente Nixon, con provvedimento unilaterale, ha escluso la convertibilità del dollaro fino ad allora prevista, aprendo le monete alla fluttuazione e quindi alla speculazione di mercato (1971).

Le successive globalizzazioni avvengono con l’applicazione della ricerca scientifica e con la diffusione dei computers e dei telefonini, in un mercato mondiale diviso a metà tra le produzioni americane e quelle dei Paesi orientali, ma i sistemi operativi sono pochi e quelli open source non riescono a decollare.

I sistemi operativi sono al centro delle trasformazioni dell’elaborazione del pensiero, che ha risposto sempre alla cultura di riferimento; attualmente l’uso di tali tecnologie in tutto il mondo ha uniformato il sistema di elaborazione del pensiero, perché diretto da sistemi operativi, che richiedono la successione sistemica delle operazioni da eseguire per ottenere il risultato.

Umberto Baldocchi spiega la trasformazione della attuazione della democrazia verso forme nominali, conculcando la democrazia reale; Padre Paolo Benanti conferma la tesi che con l’AI al governo dell’umanità si potrebbe insediare un gruppo di scienziati, che avranno la possibilità di prescindere dalla democrazia reale per imporre scelte non decise e verificate dalle popolazioni; Mario Caligiuri propone che ci sia una pedagogia per l’uso dell’AI, per evitare di subire aspetti indesiderati e acquisire la capacità di governare i processi di elaborazione.

Altri limiti del sistema globale, prevalentemente occidentale, sono evidenti solo analizzando i comportamenti delle grandi holding mondiali, che fagocitano tutto l’incremento finanziario prodotto, senza che le popolazioni ne ricevano un beneficio.

Nel nostro Paese le grandi aziende dei servizi, prima gestite dallo Stato direttamente e poi trasformate in società per azioni sono in grado di competere a livello internazionale per la fornitura di servizi anche in altri Paesi, come in effetti avviene, ma non vi è il ritorno verso la popolazione italiana dell’utile conseguito; infatti, le tariffe elettriche – per esempio – apparentemente sono fissate in un regime di concorrenza formale, ma senza alcun vantaggio per il cittadino.

Per le ferrovie il sistema è ancora più iniquo, perché il prezzo del biglietto (che dovrebbe essere un prezzo “sociale”) segue il criterio della domanda e quindi aumenta in periodo di incremento di questa; il ruolo sociale del servizio dello Stato è caduto sotto la mannaia della più ortodossa regola economica del mercato senza correttivi.

Il sistema italiano, a cui ho fatto cenno, non si discosta dal sistema del mondo occidentale in ogni ambito e, infatti, le popolazioni dell’occidente, a cominciare da quelle europee, vivono in condizioni di grande precarietà per l’incapacità delle Istituzioni statali ed europee di sganciarsi dal sistema di mercato per quello che riguarda il settore pubblico. (Segue)

Vitaliano Gemelli