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L’arricchimento dell’uranio: una scelta a piacere

La decisione americana di consentire all’Arabia Saudita di arricchire uranio in proprio, dopo anni di trattative, segna un punto di svolta che rischia di alterare ulteriormente l’equilibrio già fragile del Medio Oriente. Si concede a Riyadh ciò che da sempre si impedisce all’Iran, creando un evidente paradosso geopolitico.

Il fatto che Israele, potenza nucleare di fatto da decenni, si schieri contro l’intesa, aggiunge un ulteriore livello di contraddizione: chi possiede la bomba atomica contesta il diritto al nucleare altrui, anche se destinato ad usi civili. È la conferma che ormai domina la logica del più forte, quella degli interessi americani, che applicano due pesi e due misure a seconda dei propri alleati.

Questa scelta non solo insospettisce Russia e Cina, ma mina la credibilità degli Stati Uniti come attore capace di garantire un ordine mondiale equilibrato. Tutti si arrogano il diritto di decidere cosa sia giusto o sbagliato, accettabile o meno, dimenticando che la credibilità internazionale nasce dalla coerenza e dal rispetto delle regole comuni.

Così, il mondo si allontana sempre più dalla logica del disarmo, in particolare da quello nucleare, che oggi appare come un obiettivo remoto, quasi utopico. Ed è del tutto ovvio chiedersi quale possa essere la reazione dell’Iran.