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“Chi sbaglia paga”. Vale solo per gli altri… – di Giancarlo Infante

Giorgia Meloni ha detto “chi sbaglia paga”. Un detto popolare che affonda nella notte dei tempi, così antico che nessuno saprebbe attribuirgli un autore. Ma prima di applaudire alla massima, dovremmo chiederci se la Presidente del Consiglio abbia davvero le carte in regola per pronunciarla.

Perché dopo quattro anni a Palazzo Chigi, gli insuccessi accumulati dal suo Governo sono sotto gli occhi di tutti. E soprattutto perché i comportamenti tenuti nei confronti di chi, dentro il suo partito o nella sua maggioranza, ha sbagliato davvero, non sono affatto coerenti con la foga moralistica con cui si è scagliata contro la violenza giovanile.

La verità è che questo Governo riesce a rispondere a fenomeni sociali enormi – che richiederebbero competenze, strumenti educativi, interventi culturali e politici profondi – solo con un’impronta punitiva. La convinzione che basti inasprire le pene per fermare comportamenti devianti è una scorciatoia che non funziona, e che soprattutto non funziona con i minori.

Non è certo la deterrenza della pena a dissuadere ragazzi e ragazzini, spesso fragili, non pienamente formati, immersi in contesti familiari difficili o privi di riferimenti adulti credibili. Punire di più non significa educare di più. Punire prima non significa prevenire. Punire sempre non significa capire.

E infatti – come fa l’Unione delle Camere Penali – già si levano molte voci che pongono dubbi sulla costituzionalità del provvedimento: affronta un tema troppo complesso per essere gestito con la sola logica politica del “basta punire”. La giustizia minorile non è un capitolo del codice penale: è un capitolo della civiltà.

E sarebbe il caso di spiegare alla Presidente del Consiglio che è troppo comodo applicare la massima “chi sbaglia paga” solo ai ragazzi che sbagliano. Perché spesso sono enormi i danni fatti alla società civile da un Governo incapace di prevenire, incapace di educare, incapace di costruire politiche sociali, e capace solo di brandire la punizione come unica risposta.

Se davvero “chi sbaglia paga”, allora la massima dovrebbe valere per tutti. Anche per chi governa.

Giancarlo Infante