Sabato spesa proletaria – di Giuseppe Careri
C’era d’aspettarselo! Dopo i disordini e la guerriglia urbana di Parigi e di altre città francesi da parte di ragazzi e giovanissimi, la protesta giovanile di piazza si è trasferita nelle città italiane, in particolare Milano per replicare alla sommossa e ai saccheggi della Francia.
A differenza di altre manifestazioni del passato, non sembra ci sia un motivo specifico sindacale o ideologico. Secondo alcuni quotidiani e tv, il motivo della scorribanda milanese sembra essere il carovita e le condizioni disastrose di scuola e Università.
Inoltre il “richiamo della piazza”, il tamtam per la manifestazione di protesta di Milano è avvenuto attraverso i social, una specie di richiamo della foresta al quale hanno risposto in migliaia e migliaia tra italiani di seconda generazione e cittadini provenienti dalla provincia milanese. Ma già qualcuno “sussurra” che dietro le devastazioni” e i saccheggi si nascondino i profili e le firme di organizzazioni, anche straniere, non ancora identificate.
La maggior parte dei “rivoluzionari” della spesa proletaria indossava tute nere con cappuccio e maschera per non farsi riconoscere. La polizia, forse non sufficiente a fronteggiare una marea di ragazzi che si spostava in continuazione, ha cercato di contenere la furia di ragazzi italiani e di seconda generazione senza peraltro riuscire a contenerli.
Infatti nel momento della guerriglia, i manifestanti attaccavano la polizia con il lancio di pietre, bastoni e lacrimogeni; alcuni poliziotti, anche in borghese, contrastavano la furia degli attacchi e del lancio di pietre per impedire ulteriori danni. Ma il lancio di sassi, cassonetti, spranghe, biciclette, consentiva loro di aprirsi un varco per dare un senso alla loro manifestazione.
Nel clou della guerriglia, ondate di minorenni, alcuni addirittura di 11/12 anni, hanno iniziato il saccheggio dei migliori negozi del centro di Roma.
Le immagini televisive, impressionanti, ci hanno pertanto mostrato centinaia di ragazze e ragazzi giovanissimi assaltare e distruggere le vetrine dei negozi del centro storico di Milano, devastare l’interno del locale per poi uscirne con lo “scalpo” di vestiti e felpe di marca, scarpe di lusso; Si è passati poi ai supermercati saccheggiati e distrutti dalla furia, con i poliziotti che tentavano di fermare questa banda di ragazzini scatenata che poi scappava in tutte le direzioni.
In questo contesto si notavano due aspetti della guerriglia: il saccheggio dei negozi di abbigliamento di maggior prestigio, di supermercati, qualcuno ha rubato anche delle torte, e l’assalto alla polizia con lancio di pietre, lancia fiamme e bidoni della spazzatura.
Nel finale della manifestazione c’è stata anche l’irruzione nella storica libreria Feltrinelli, con la devastazione del locale, di scaffali rovesciati, di libri scaraventati in terra, libri della nostra storia, del nostro futuro calpestati. In questo cointesto a nessuno dei saccheggiatori è venuto in mente di portarsi a casa qualche libro per rileggersi magari la nostra storia e quella dei nostri padri. In compenso, però, hanno portato a casa una felpa e un paio di scarpe nuove che in passato magari non si sono mai potuti permettere.
Giuseppe Careri