CronacaPoliticaUltime notizie

Restituire alla Scuola dignità, un futuro, le risorse – di Tiziana Nesta

Sempre più spesso, attraverso la lente della provocazione mediatica o della ricerca del consenso a breve termine, si discute di simboli, tetti numerici e divieti, mentre la quotidianità dell’istruzione pubblica scivola in secondo piano. Per chi la scuola la vive dall’interno e la conosce profondamente, fin nelle sue pieghe più nascoste, le priorità sono decisamente altrove e richiederebbero un impegno economico e progettuale ben diverso.

Guardando la questione da una prospettiva più ampia, la sensazione fortissima è che tutti questi annunci e slogan finiscano semplicemente per spostare l’attenzione dai veri problemi quotidiani. Chi lavora nella scuola o la frequenta sa bene che le emergenze reali sono ben altre e richiederebbero un intervento profondo; evidentemente, però, è molto più facile, sventolare bandiere identitarie piuttosto che sporcarsi le mani su riforme complesse e investimenti seri.

​Si continua a parlare di divieti o di quote quando la scuola cade letteralmente a pezzi dal punto di vista strutturale, tra edifici fatiscenti, classi pollaio e programmi didattici ormai lontanissimi dai linguaggi e dai bisogni delle nuove generazioni.

C’è poi l’enorme tema del ruolo del docente, dibattuto da anni, ma mai affrontato con la concreta volontà di risolverlo: una figura completamente svalutata sia sul piano economico sia su quello sociale, a cui si chiede di fare da argine a qualsiasi difficoltà. Ma ciò che è del tutto inaccettabile, è che si finga di non vedere il disagio psicologico ed emotivo, sempre più profondo, che attraversa i ragazzi. Gli insegnanti si trovano ogni giorno a dover gestire un’esplosione di ansia, rabbia, frustrazione e un’incapacità crescente di accettare i “no” e di rispettare i limiti.

Sono tutti segnali di un malessere giovanile enorme che meriterebbe presidi psicologici e risorse dedicate, non certo una politica che usa le aule come terreno di propaganda. Concentrarsi sul burqa o sul tetto agli stranieri serve solo a creare un diversivo efficace a livello mediatico per non affrontare le spese e la fatica necessarie a restituire dignità e strumenti alla comunità scolastica.

Per dirla con uno SLOGAN: ​la scuola ha bisogno di  politici che si sporchino le mani, lavorando con serietà, efficacia ed efficienza.

Tiziana Nesta