Questa destra: problema che va oltre la politica – di Giancarlo Infante
Un problema che non è solo politico
L’ultimo intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, conferma una realtà che ormai è impossibile ignorare: questa destra continua a mostrarsi ideologica, semplificatoria, culturalmente povera, incapace di confrontarsi con la complessità della storia e delle istituzioni. Non è una questione di divergenza politica: è un discrimine antropologico e culturale. Con questa impostazione, con questo modo di intendere il dibattito pubblico, è oramai appurato quanto sia difficile impossibile immaginare un terreno comune.
La mistificazione come metodo
Il recente infondato e immotivato attacco al Presidente Oscar Luigi Scalfaro ne è l’ennesima prova. Un discorso costruito in modo mistificante, privo di fondamento storico e istituzionale, che tradisce un approccio ancora intriso della cultura delle vecchie sezioni del Movimento Sociale Italiano. Non si percepisce alcuna evoluzione verso una destra conservatrice, liberale, moderna, capace di riconoscere la storia repubblicana e le sue figure più autorevoli. Si resta chiusi in un recinto ideologico che impedisce di concepire una destra europea, pragmatica, capace di governare senza riscrivere la storia.
Il nodo Forza Italia
Per questo la nostra critica a Forza Italia guidata da Antonio Tajani è netta. Il partito appare sempre più a rimorchio di un estremismo che Silvio Berlusconi, pur avendolo talvolta strumentalizzato — come nei rapporti con Bossi e Fini — non ha mai assunto come orizzonte politico proprio. Tajani sembra dimenticare il giudizio che proprio lo stesso Berlusconi espresse su Giorgia Meloni: “supponente”, “prepotente”, “arrogante” e “offensiva”. Un giudizio severo, che oggi viene rimosso per convenienza. Eppure, proprio da quella memoria dovrebbe nascere una destra diversa, una destra possibile.
L’attesa di una destra liberale
Noi restiamo in attesa che nasca un’altra Forza Italia: una forza moderata, liberale, europeista, capace di distinguersi da una destra che oggi appare prigioniera di pulsioni identitarie e revisionismi storici. E’ importante che prenda corpo un’area realmente moderata che non mistifichi, che non riscriva la storia, che non cerchi nemici immaginari, ma che si misuri con la realtà e con la responsabilità del governo. Ciò che la destra oggi, purtroppo, non è. E mancando un impegno di Forza Italia, forse, mai ci sarà.
Giancarlo Infante