Powell resta alla Fed e continua la guerra con Trump

Powell resta alla Fed e continua la guerra con Trump

Il New York Times del 30 aprile 2026 riferisce che Jerome Powell, il cui mandato di Presidente della Fed termina il 15 maggio, ha annunciato che continuerà a far parte del consiglio dei governatori “per un periodo di tempo da determinare”. La decisione è senza precedenti dal 1948: nessun presidente della Fed aveva mantenuto un seggio nel board dopo la fine del mandato. Powell ha spiegato che le azioni legali e politiche avviate dalla Casa Bianca — in particolare un’inchiesta del Dipartimento di Giustizia sui costi di ristrutturazione della sede della Fed — stanno “battendo” l’istituzione e rischiano di comprometterne la capacità di condurre la politica monetaria in modo indipendente.

Il Presidente Donald Trump ha reagito con durezza, minacciando di licenziare Powell se non abbandonerà anche il posto di governatore. Trump sostiene che la permanenza di Powell violi le consuetudini della Fed e ostacoli la nomina del suo successore, Kevin Warsh, già approvato dal Comitato Bancario del Senato. Secondo gli economisti, la presenza di Powell nel board potrebbe rendere più difficile per Warsh attuare i tagli dei tassi richiesti da Trump, rallentando la costruzione del consenso interno.

L’inchiesta federale sui lavori di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari è stata formalmente chiusa dalla procuratrice Jeanine Pirro, che ha deferito la questione all’ispettore generale della Fed, ma ha lasciato aperta la possibilità di riaprirla. Powell ha dichiarato di aver ricevuto assicurazioni che l’indagine non sarà riattivata salvo nuovi elementi.

In sintesi, il caso segna uno scontro istituzionale diretto tra la Casa Bianca e la Fed: da un lato Trump cerca di aumentare il controllo politico sulla Banca centrale, dall’altro Powell difende la sua autonomia, evocando il rischio di una crisi di fiducia nei mercati e nella governance monetaria statunitense.