La chiarezza di Mattarella – di Giancarlo Infante
Sergio Mattarella ha il dono di rispondere sempre a tutto, con calma, anche agli attacchi più subdoli che vengono portati al percorso costituzionale della Repubblica, alla distinzione dei ruoli tra i poteri dello Stato e a ciò che lo riguarda personalmente o concerne le responsabilità del Capo dello Stato, se messe in discussione.
Rarissimi gli interventi diretti e immediati. Profondi, ragionati quelli che arrivano qualche tempo o qualche giorno dopo. Sempre misurando le parole, ma per questo i concetti e le necessarie precisazioni giungono a destinazione in maniera molto più chirurgica.
Due interventi, due stili di chiarezza
Ieri è intervenuto su due punti per i quali è spesso richiesta una certa disposizione all’approfondimento e alla lettura tra le righe.
Il primo, riguarda la fine della Legislatura. Mattarella ha parlato di tensioni elettorali “intempestive”. E bisogna proprio indugiare su quel “intempestive”, che — ci dice la Treccani — significa non tempestivo: ciò che avviene o si fa fuori (per lo più prima) del tempo giusto o del momento adatto, quindi prematuro, inopportuno, inefficace.
Certo, Mattarella faceva riferimento al clima di eccessiva contrapposizione scatenatosi nel Paese e che negli ultimi tempi ha raggiunto livelli altissimi, da quando si è capito che Giorgia Meloni e i suoi potrebbero cercare di andare ad elezioni anticipate. E allora, leggendo in filigrana l’uso di quell’aggettivo da parte del Presidente della Repubblica, ci si può spingere a dire che c’è anche una sorta di precisazione: perché le Camere non decide di scioglierle il Governo. E sicuramente non secondo dei “capricci” interessati. È probabile che il messaggio giunga là dove deve essere recepito. Su quanto venga recepito è tutto un altro discorso.
Il caso del gioielliere e la grazia
Molto più esplicito l’intervento sul noto caso del gioielliere che ha ucciso, sparando loro alle spalle mentre fuggivano, due rapinatori. Per questo episodio c’è stata una grande cagnara perché il Presidente gli concedesse la grazia, subito un paio di minuti dopo l’arrivo della sentenza definitiva di Cassazione che confermava i due precedenti gradi di giudizio, e senza che questo omicida avesse fatto qualche giorno di carcere.
E così il Presidente ha ricordato che le norme, le regole e le consuetudini non possono essere piegate a seconda dei singoli casi. Anche in questo, in maniera molto pacata, senza infilarsi in alcuna polemica, dal Quirinale un chiarimento è giunto ancora una volta. Purtroppo, sembra che siano proprio necessari queste precisazioni.
Giancarlo Infante