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E … “chi rompe paga” … – di Michele Marino

L’ultima uscita, pubblica, della “prima donna” a Palazzo Chigi , sempre con le moderne usanze tecnologiche, ispira riflessioni di vario genere.

1.Domanda: chi ha buona memoria dei “politici di razza” (“ariana” … non Arianna ahahah), quali Spadolini – la questione morale – Craxi con l’orgoglio nazionale, Fanfani il riformatore, Tatarella che trasformò il Movimento sociale in A. N. Alleanza nazionale; per non dire dei Padri della Patria come Pertini, il più popolare, Di Vittorio il tutore dei lavoratori e Calamandrei il fine giurista – ebbene chi di noi avrebbe mai immaginato che un Presidente del consiglio si sarebbe espresso si sarebbe espresso in un modo così sempliciotto e popolano nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali? Personalmente, avendo avuto il privilegio di collaborare negli uffici di Gabinetto dell’Andreotti VI e VII, oltre che Berlusconi I e I, non riesco a convincermi che siffatto modo di parlare “alla pancia degli italiani”, piuttosto che alla mente, sia compatibile con l’attività di governo della nazione;

2. come possono stare a posto con la coscienza giuristi come A. Mantovano, già magistrato e sottosegretario nei governi di centrodestra, come i magistrati e dirigenti della Presidenza , dipartimento Affari giuridici e legislativi, o dei vari ministri senza portafoglio, nel sottomettersi proni e insulsi al potere politico, non facendo valere le corrette ragioni del diritto (si tratta, di solito, di reati già previsti dall’ordinamento) o, almeno, le regole del rafting, tecniche legislative?

E poi sorgono alcune, legittime riflessioni e conseguenti dubbi:

a) chi rompe le palle alla Presidenza della Repubblica, Ufficio Affari giuridici, con continui, indifendibili testi normativi, scritti male, pensati peggio e corretti ripetutamente e coattivamente? Tanto paga il cittadino …;

b) chi rompe la quiete e la serenità di ogni giorno con promesse non mantenute, provvedimenti improvvisati e senza un adeguato impatto sociale, economico o finanziario, se ne rende conto? Si pensi al debito pubblico che tende ad aumentare progressivamente, nonostante una pressione fiscale record.

Anche chi offende,  dovrà pagare e chissà, anche il magistrato  che ha definito la nostra premier “nana borgatara”. Tuttavia, ella dimostri oltre che le indubbie capacità di comandare e attrarre l’attenzione su di sé, bensì di coprire il ruolo istituzionale con stile ed etica, non confondendolo costantemente con quello di capo di una sola parte dell’Italia, le destre, specialmente finendo di tenere comizi che “rompono” non poco, in modo alquanto demagogico e spaccando il Paese in due, secondo le peggiori tradizioni storiche.

Infine, si auspica che il monito del Presidente Mattarella venga ascoltato, finalmente: “comprendere il disagio dei giovani” in merito al caro-vita e al dissenso verso il riarmo nazionale, piuttosto che europeo; la qual cosa non esclude la necessità di reprimere e saperlo fare (in occasione delle agitazioni milanesi della scorsa settimana s’è capito che le forze dell’ordine erano inadeguate).

Michele Marino