Se la storia si ripete: Argentina e Falkland
L’Argentina di Javier Milei torna a agitare la questione delle Falkland – che per gli argentini sono le Malvinas, proprio mentre il presidente argentino attraversa una fase economicamente e politicamente delicata. E lo fa contando, evidentemente, sul nuovo vento che sembra spirare da Washington.
Nel 1982 furono i generali della dittatura argentina a tentare l’avventura militare contro le isole britanniche, convinti forse che gli Stati Uniti, alleati dell’Argentina, non avrebbero sostenuto fino in fondo Margaret Thatcher. Accadde il contrario: Ronald Reagan si schierò diplomaticamente con la Gran Bretagna, pur mantenendo rapporti con la Giunta argentina, e Thatcher mandò una task force navale che riconquistò le isole.
Oggi la situazione è rovesciata. Milei, che pure ha sempre mostrato una particolare ammirazione per Thatcher, sembra leggere nelle parole di Donald Trump il segnale di un possibile cambiamento della tradizionale posizione americana. Trump ha infatti lasciato intendere di essere disposto a rivedere la posizione degli Stati Uniti sulle Falkland, e Milei ha parlato di “venti di cambiamento” favorevoli alla rivendicazione argentina.
Su questa base Buenos Aires ha già annunciato misure contro le società petrolifere che operano nelle acque delle Falkland e si prepara persino ad avviare procedimenti penali contro Navitas Petroleum e i suoi dirigenti.
Ma qui potrebbe esserci un equivoco pericoloso. Milei sembra dare per scontato che il mutamento dei rapporti tra Washington e Londra possa tradursi, in caso di crisi, anche in un sostegno concreto alla causa argentina. È tutt’altro che certo. Trump può usare la questione delle Falkland come strumento di pressione politica nei confronti della Gran Bretagna, ma una cosa è una revisione diplomatica della posizione americana, altra cosa sarebbe abbandonare Londra di fronte a un conflitto armato.
E c’è un precedente che Milei dovrebbe ricordare bene: nel 1982 Washington era alleata della giunta militare argentina, ma quando l’Argentina invase le isole Reagan finì per sostenere Thatcher.
Oggi la Gran Bretagna non è certamente quella del 1982. Ma è difficile immaginare che, di fronte a uno scontro armato per le Falkland, Londra possa semplicemente sottrarsi. E sarebbe altrettanto imprudente da parte di Milei confondere i “venti di cambiamento” di Trump con la certezza di avere, in caso di guerra, gli Stati Uniti dalla propria parte.