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Quando la destra tradisce i suoi cattolici

Il formicaio scoperchiato

Le chat dei cattolici di destra sono ridotte come può esserlo un formicaio scoperchiato. «Venduti», «mai più un gazebo», «ci hanno usato per anni sui family day».  Sono solo alcune delle reazioni — persino tra le meno veementi — all’esito del voto con cui anche la Regione Veneto, accodandosi ad altre tre del centrosinistra, è diventata la prima amministrata dalla destra ad introdurre il suicidio assistito.

Si tratta di persone che arrivano da dieci, quindici anni di militanza nell’estrema destra, sempre in attesa della “politica promessa”: marce per la vita, banchetti, campagne per Zaia, per Fratelli d’Italia. La percezione è brutale: ci hanno chiesto tutto, poi sulla legge più simbolica hanno votato come il PD.

Il nodo teologico‑politico

Per loro non è un semplice atto amministrativo. Come ha scritto, prima del voto, Alleanza Cattolica, riprendendo le parole del Patriarca di Venezia Moraglia: «Una legge ha sempre una ricaduta educativa». E ancora: «Sarebbe la prima regione amministrata dal centrodestra ad approvare una qualche forma di diritto al suicidio. Quest’ultimo non può mai essere un diritto». Il Movimento per la Vita aveva anticipato: «Se il sistema sanitario pubblico venisse piegato a prestazioni che anticipano la morte dei malati, affermerebbe che la vita debole non ha dignità».

In questo quadro, la frase di Zaia — «non votiamo sulla morte, ma sulla libertà»  — suona come una beffa. Soprattutto perché questi cattolici si sono dati da fare dappertutto per far vincere la destra, chiudendo un occhio persino sui curricula di chi sostenevano. In molte occasioni hanno appoggiato personaggi che certo non meritavano tanto zelo, ma il prezzo era considerato necessario per non inimicarsi chi, al momento opportuno, avrebbe dovuto farsi carico delle “battaglie buone”.

Al dunque, tutto questo svenarsi non è servito a molto: il Veneto è perso. Non per la sinistra — vista come il fumo negli occhi — ma per quel laicismo espresso dalla Lega e per la libertà di coscienza concessa da altri, come hanno deciso Forza Italia e l’Udc, quest’ultima diventata oramai una “succursale” del partito di Salvini.

La contraddizione che apre la strada

Il peggio è che il Veneto ora farà da apripista ad altre regioni guidate dalla destra. E, in ogni caso, rappresenta la più palese smentita di ciò che qualcuno si illudeva sarebbe rimasto scritto sulle pietre: senza una legge nazionale — che, sia detto per inciso, la destra ha contribuito a non far nascere — le Regioni di centrodestra non avrebbero legiferato.

Una contraddizione evidente. E una fregatura che finisce per equiparare questi cattolici a quelli che, a sinistra, sono rimasti ad attendere che il PD diventi quello che non può essere. Lo diciamo da sempre: tra le prime vittime del bipolarismo ci sono i cattolici, costretti a subire solo delusioni da una parte e dall’altra.

La morale amara

La vita richiede spesso molti compromessi, un po’ meno illusioni e ancor meno compromissioni. Soprattutto quando quest’ultime – ed anche pesanti per altri aspetti della Dottrina sociale della Chiesa – si rivelano inutili.