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La patente dello jettatore – di Giuseppe Careri

“Ebbene, Signor Presidente, voglio la patente di jettatore”!E’ la richiesta di Rosario Chiarchiaro al Giudice d’Andrea per trasformare la sua sfortuna in una vera e propria professione. La patente, scritta da Luigi Pirandello nel 1911, racconta dì Rosario Chiarchiaro emarginato e licenziato dalla società che lo accusa ingiustamente di portare jella, e decide di sfruttare questa nomea facendosi pagare dai concittadini pur di non averlo tra i piedi. Alla fine il giudice, impietosito, concede la patente di Jettatore a Rosario.

Anche nell’era moderna ci sono tante patenti, da quella comune per guidare un’automobile, alla patente del cretino che incontriamo così spesso sulla nostra strada. Ma, come abbiamo scritto, ci sono tanti tipi di patente. A iniziare a quella assegnata a chi ha deciso per la fiera del libro.

Il prossimo 4/8 dicembre, infatti, si svolgerà alla Nuvola dell’Eur la Fiera nazionale Più libri più liberi; per l’occasione chi vorrà esporre i propri libri in uno stand, dovrà firmare una dichiarazione di antifascismo!

Ma come? “L’art. 21 della nostra Costituzione, garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, e in una fiera del libro organizzata per divulgare il sapere, lo scambio di idee, la conoscenza, si vuole impedire a qualche editore di partecipare. Forse chi ha avuto questa idea ha dimenticato il buon senso e il diritto di ognuno di noi a scambiare notizie, articoli, commenti, libri e quanto altro serva per rendere la nostra vita più leggera, più informata, più ricca.

Chi ha avuto questa idea probabilmente vive in disaccordo con la nostra società, i nostri principi, la nostra educazione, la nostra libertà. Dimentica che è una manifestazione che aiuta le persone a crescere, ad acculturarsi, a scambiarsi le idee anche e soprattutto quando sono contrarie.

Questi organizzatori culturali hanno dimenticato lo scopo divulgativo di una fiera del libro, offuscati da un disinteresse verso le persone che hanno voglia di crescere, dibattere, capire e solidarizzare tra di loro, anche per aiutare i più giovani a crescere.

In Italia c’è fame di cultura, di libri, di solidarietà, di amicizia, di amore, e occorre una classe dirigente all’altezza, che coaguli intorno a sé le persone che vogliono crescere, soprattutto i giovani che sono alla ricerca di un appiglio per migliorare la propria vita, la propria condizione di precariato e l’occasione di una mostra è un piccolo tassello che si aggiunge alla loro vita.

Questa richiesta di una dichiarazione antifascista per ottenere uno stand e promuovere i propri libri è veramente al di fuori del buon senso, il non capire le nuove istanze che provengono dalla società, dall’avanzare della cultura, dai nuovi bisogni giovanili e dalle nuove introduzioni di intelligenza artificiale che cambieranno probabilmente la nostra vitae, soprattutto, quella dei nostri ragazze e ragazzi. La fiera del libro è un patrimonio culturale a cui attingere cultura, fare dibattiti, integrare i “diversi” attraverso la conoscenza, la tolleranza della società e di ognuno di noi.

Non è giusto impedire a nessuno la partecipazione con una sciocchezza della dichiarazione di antifascismo, altrimenti dovremo dare ragione al giudice d’Andrea di aver concesso la patente di jettatore a Rosario Chiarchiaro che in questo caso gli ha permesso di fare la professione di jettatore spaventando i negozi per ottenere qualcosa per vivere.

Per contro anche noi, pur non appellandoci a giudici, vogliamo semplicemente attribuire ai promotori della firma antifascista una patente di “scemenza” a coloro che hanno avuto questa idea sinceramente fuori dal tempo. Ma ogni lettore può dare la patente che ritiene più appropriata!

Giuseppe Careri