Il silenzio sul terrorismo in Cisgiordania
Giorgia Meloni e il silenzio sulla Cisgiordania che scompare
Nel momento in cui la Cisgiordania sta letteralmente scomparendo come entità palestinese, sotto l’effetto combinato della violenza dei coloni israeliani e delle operazioni dell’esercito regolare che spesso li accompagna, il silenzio dei governi europei pesa come una complicità. Tra questi silenzi spicca quello di Giorgia Meloni: madre, cristiana, leader di un Paese che ama definirsi baluardo occidentale dei valori umanitari. Eppure, davanti a ciò che accade ogni giorno nei villaggi palestinesi — case incendiate, uliveti distrutti, famiglie cacciate, strade “liberate” dai militari per far avanzare gruppi di coloni — la voce dell’Italia resta assente.
Un allarme che arriva persino dagli Stati Uniti
Il paradosso è che a denunciare apertamente la deriva della violenza dei coloni non è un governo europeo, ma l’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, figura storicamente considerata tra i falchi filo‑israeliani dell’amministrazione Trump. Eppure, di fronte all’escalation degli attacchi, Friedman ha parlato di “terrorismo dei coloni”, un’espressione che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile nella diplomazia statunitense.
La sua presa di posizione non nasce dal nulla: una delle abitazioni prese di mira appartiene a una famiglia palestinese in cui un componente è anche cittadino americano. Quando la violenza tocca direttamente un proprio connazionale, persino chi ha sempre difeso Israele senza esitazioni è costretto a guardare la realtà.
La Cisgiordania non è più un territorio: è un assedio permanente
Villaggi come Burqa, Dura al‑Qar’, Umm al‑Khair, la Valle del Giordano, Jenin, Hebron: luoghi che fino a pochi anni fa erano parte di un tessuto sociale vivo, oggi sono diventati bersagli quotidiani. La Cisgiordania non è più un’entità politica, non è più un territorio conteso: è un mosaico di enclavi palestinesi circondate da avamposti armati, strade riservate ai coloni, check‑point che impediscono ogni movimento, terre confiscate e dichiarate “zone militari”.
E mentre tutto questo accade, l’Europa tace. Tace l’Italia. Tace Giorgia Meloni, che pure non esita a richiamare la propria identità cristiana quando parla di famiglia, tradizione, radici.
Il paragone con i curdi: due pesi e due misure
Quando i curdi combattevano l’Isis, l’Occidente li celebrava come eroi. Israele li sosteneva per indebolire Turchia e i paesi arabi in cui sono insediati. Gli Stati Uniti promettevano protezione, autonomia, riconoscimento. Poi, finite le guerre utili, i curdi sono stati abbandonati. Hanno detto “basta”, dopo le promesse mancate e le delusioni brucianti. Ma i curdi, almeno, hanno eserciti, territori, controllo su aree petrolifere dell’Iraq. I palestinesi no. Non hanno eserciti. Non hanno alleati. Non hanno risorse. E oggi non hanno neppure la protezione morale di chi, come Meloni, ama definirsi difensore dei valori umani.
Cristiani e musulmani palestinesi: vittime della stessa violenza
In Cisgiordania vivono cristiani palestinesi, famiglie che pregano nelle chiese, che celebrano le stesse festività di chi oggi governa l’Italia. Eppure subiscono le stesse violenze dei palestinesi musulmani: case bruciate, campi devastati, minacce, aggressioni, espulsioni.
La Bibbia viene usata dai coloni come giustificazione “storica” per rivendicare ogni metro di terra, ma è una lettura parziale e mendace, che ignora secoli di convivenza e di storia reale.
Conclusione
La Cisgiordania sta scomparendo. Non è più neppure “un’espressione geografica”. È un territorio smembrato, assediato, divorato pezzo dopo pezzo. E mentre persino un falco filo‑israeliano come Huckabee parla di terrorismo dei coloni, l’Europa — e Giorgia Meloni con essa — continua a tacere.
Un silenzio che pesa. Un silenzio che diventa complicità. Un silenzio che tradisce non solo i palestinesi, ma anche quei cristiani che vivono sotto la stessa violenza e che nessuno difende, se non il Patrirca dei latini di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa e i leader di tutte le religioni cristiane che ben conoscono la situazione dei palestinesi in Israele, di Gaza e della Cisgiordania. Si vede che Giorgia Meloni si rifà a qualche altra versione del cristianesimo