I Brics, la Dichiarazione di Dehli e l’Ordine mondiale di Usa e Europa
Nel fine settimana, a Nuova Delhi, si è tenuto un vertice straordinario che ha riunito alcuni dei leader più potenti del mondo attorno a un tavolo circolare. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha invitato i partecipanti — tra cui Xi Jinping, Vladimir Putin, Masoud Pezeshkian, Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan e Cyril Ramaphosa — a diventare “rule‑shapers”, non più “rule‑takers”, cioè protagonisti di un nuovo ordine mondiale.
L’incontro ha rappresentato un successo diplomatico per l’India, capace di riunire Paesi spesso rivali o in conflitto, come Cina e Iran, o con tensioni territoriali e militari. Tuttavia, definire una visione comune del nuovo equilibrio globale si è rivelato molto più difficile.
Per Cina, Russia e Iran, il gruppo Brics è uno strumento per ridurre l’influenza di Stati Uniti e Europa occidentale. Modi, invece, ha ribadito che l’alleanza “non è contro nessuno”, cercando di mantenere un equilibrio tra le potenze e di preservare la propria autonomia strategica.
Il vertice ha prodotto la “Dichiarazione di Nuova Delhi”, un documento unitario nonostante le profonde divisioni interne. Il testo invita alla “massima moderazione” sulla guerra in Medio Oriente, condanna gli attacchi contro infrastrutture civili e nucleari ma evita di attribuire responsabilità dirette. Sostiene la soluzione dei due Stati per la Palestina, ma non menziona la guerra in Ucraina, segno della cautela diplomatica. Anche sul commercio, la dichiarazione critica le tariffe e le sanzioni unilaterali, senza mai citare gli Stati Uniti.
Secondo la BBC, questa prudenza riflette la volontà dell’India di non irritare Washington e di mantenere relazioni aperte con tutti i blocchi. Il summit ha comunque permesso incontri impensabili fino a pochi mesi fa, come quello tra Iran e Emirati Arabi Uniti, e ha segnato un riavvicinamento tra India e Cina, dopo anni di tensioni.
In conclusione, il vertice ha mostrato che il Brics può essere un luogo di dialogo tra rivali, ma resta incerto quale nuovo ordine mondiale emergerà e come potrà sostituire quello dominato dall’Occidente.