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Cominciò con Barabba: oggi terroristi, domani chissà …

Secondo Putin, l’inventore di Instagram sarebbe da considerare un terrorista. Questa etichetta viene appiccicata con una certa frequenza da chi bolla movimenti e organizzazioni di liberazione come componenti terroristiche. E Putin più volte è stato accusato per condurre vere e proprie azioni terroristiche con i suoi bombardamenti sui civili ucraini.

La storia è piena di casi simili: Barabba, per i Romani, era un pericoloso terrorista giudeo e fu liberato al posto di Gesù; i nostri patrioti risorgimentali come Ciro Menotti; i successivi irredentisti italiani come Cesare Battisti; e lo stesso si può dire per tutti i movimenti di resistenza — come quello italiano contro i nazi‑fascisti — o di liberazione nazionale.

Poi il caso di Israele, con due successivi capi di Stato, Menachem Begin e Yitzhak Shamir, considerati terroristi dagli inglesi nel 1948; e, saltandone tanti altri, Nelson Mandela, gli uomini dell’IRA e del terrorismo protestante nord‑irlandese che finirono per formare insieme il governo dell’Ulster. Più recente il caso del Presidente siriano, accolto con tutti gli onori dai leader occidentali che pure hanno condotto una dura guerra al Daesh — o ISIS, come lo chiamiamo noi — di cui egli faceva parte.

La politica decide chi è terrorista

È la politica che stila l’elenco di chi è terrorista, ed è sempre la politica — e gli interessi che la spingono — a decidere chi terrorista non lo è più. Sotto questo punto di vista, l’Occidente dei valori vacilla, zoppica, inciampa e si condanna da solo alla poca credibilità.

Distinguere per capire

La conclusione è chiara: il terrorismo esiste e non è mai giustificabile. Ma forse bisognerebbe distinguere e cercare di capire – se possibile – le ragioni profonde che portano a fare uso delle armi da parte di gruppi che, altrimenti, terroristi non lo sarebbero mai. Capire non significa giustificare: significa riconoscere che dietro ogni violenza spesso ci sono cause politiche, sociali o culturali che vanno affrontate per evitare che si ripetano.