Appello del Comitato dei popolari per la riforma della legge elettorale mediante la reintroduzione del voto di preferenza
Pubblichiamo il seguente appello per la reintroduzione delle preferenze nella nuova Legge elettorale
Premesso che la maggioranza parlamentare che sostiene il Governo Meloni ha presentato in Parlamento la sua proposta di una nuova legge elettorale per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica;
che tale iniziativa di una nuova legge elettorale ha lo stesso vizio di metodo che ha caratterizzato l’approvazione della legge di riforma costituzionale della magistratura che è stata bocciata dal popolo italiano nel referendum del 22 e 23 marzo scorsi, perché essa non nasce da un dialogo e da un’intesa con le opposizioni e neppure dall’ascolto dei cittadini, ma è un’iniziativa unilaterale dell’attuale maggioranza parlamentare per le sue nuove convenienze del momento;
che tale proposta di riforma della legge elettorale introduce un sistema elettorale con un enorme premio di maggioranza fino al 56% dei seggi in Parlamento in favore della coalizione più votata, che abbia conseguito almeno il 42% dei voti;
che il premio di maggioranza fino al 56% dei seggi in Parlamento sarà attribuito a chi raggiunge il 42% dei voti validi non in tutto il territorio nazionale, ma nel territorio di 18 Regioni su 20, con grave esclusione dal calcolo del 42% del Trentino-Alto Adige/Südtirol e della Valle d’Aosta e la conseguente alterazione di quella che dovrebbe essere la base di calcolo della soglia minima per conseguire il premio di maggioranza, con l’ulteriore rischio che la coalizione vincente possa avere un numero di deputati e senatori anche superiore al 56% dei seggi, pur essendo di fatto una minoranza nel Paese;
che tale disegno di riforma elettorale per l’ennesima volta non attribuisce agli elettori italiani il voto di preferenza in tal modo impedendo ai cittadini di eleggere realmente i deputati e i senatori, che continuerebbero invece ad essere “nominati” dai capi partito nell’ambito di liste cosiddette “bloccate”;
considerato inoltre, che la “Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto” meglio nota come ” Commissione di Venezia”, organo consultivo del Consiglio d’Europa in materia di diritto costituzionale, ha più volte raccomandato a tutti i Paesi membri dell’Unione Europea di non approvare modifiche alle proprie leggi elettorali per le convenienze del Governo in carica, senza l’accordo con le forze di opposizione e a breve distanza temporale dalla data delle successive elezioni;
considerato infine l’appello di 126 Costituzionalisti italiani intitolato “TORNIAMO ALLA COSTITUZIONE” che esprime netta contrarietà alla proposta di una nuova legge elettorale della maggioranza parlamentare che sostiene il Governo Meloni;
considerato in particolare che i 126 professori di Diritto costituzionale evidenziano nel loro appello 1) che è abnorme il premio di maggioranza fino al 56 % dei seggi previsto dal disegno di riforma della legge elettorale a favore di quella coalizione che, pur raggiungendo la soglia minima del 42% dei voti, sarebbe nella realtà una minoranza nel Paese; 2) che per l’ennesima volta si impedirebbe agli elettori, con il sistema delle liste bloccate, di poter scegliere realmente i loro rappresentanti in Parlamento; 3) che l’indicazione obbligatoria del candidato alla Presidenza del Consiglio da parte delle coalizioni e liste concorrenti limiterebbe le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica e introdurrebbe un Premierato di fatto;
tutto ciò premesso i promotori fanno appello all’adesione al “ Comitato dei popolari per la riforma della legge elettorale mediante la reintroduzione del voto di preferenza” -per opporsi all’approvazione, fortemente voluta dal Governo Meloni, di una nuova legge elettorale in senso ipermaggioritario e che per l’ennesima volta non prevede il voto di preferenza; -per chiedere invece una modifica migliorativa dell’attuale legge elettorale n. 165/2017, nota come “Rosatellum”, mediante la reintroduzione del voto di preferenza, per restituire ai cittadini elettori il diritto di eleggere realmente tutti i loro rappresentanti in Parlamento.
I promotori:
Il Centro di Studi e di cultura politica Alcide De Gasperi con sede in Sciacca
Il Centro di Presenza Territoriale Giorgio La Pira con sede in Caltanissetta
Il Comitato di Santa Croce- con sede in Caltanissetta
Il Partito politico nazionale Insieme –Lavoro e famiglia -Solidarietà e Pace con sede in Roma.