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Record della mortalità per caldo in Europa. Preoccupate le assicurazioni

Sulla base dei dati incompleti di circa metà del continente, si stimano almeno 35.000 morti in eccesso durante le ondate di calore record registrate in Europa questa estate. Solo in Germania, Francia e Spagna i decessi superano quota 25.000.

La Germania registra il bilancio più pesante con circa 14.000 morti legate al caldo tra aprile e agosto (di cui 9.600 solo nella settimana dal 22 al 28 giugno). La Spagna ha segnato il suo anno peggiore di sempre con quasi 5.000 decessi. Numeri elevati e in crescita si registrano anche in Francia, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Polonia e altri Stati. L’Italia, il cui sistema nazionale di sorveglianza delle ondate di calore si basa sui dati forniti dai singoli comuni — e quindi è spesso soggetto a ritardi significativi — finora ha pubblicato solo indicatori parziali in tempo reale, invece di un bilancio nazionale consolidato delle vittime.

Il caldo estremo raramente viene indicato come causa diretta di morte sui certificati, poiché aggrava patologie preesistenti (cardiovascolari, respiratorie o renali), provocando infarti, ictus o insufficienze renali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenzia che la mortalità legata al caldo in Europa è aumentata di oltre il 30% negli ultimi 20 anni a causa della crisi climatica e dell’invecchiamento della popolazione.

Secondo l’agenzia di rating S&P, le intense ondate di calore europee rischiano di intaccare i guadagni delle compagnie di assicurazione e riassicurazione a causa dell’aumento dei risarcimenti legati a decessi e al peggioramento delle condizioni di salute.

L’invecchiamento della popolazione europea (la percentuale di ultrasessantacinquenne nell’UE è salita dal 16,4% del 2004 al 21,6% del 2024) crea un “mix perfetto” di vulnerabilità al caldo, traducendosi in un’ondata di richieste sui rami vita e in una maggiore domanda di servizi sanitari privati. Circa 9.000 dei decessi registrati nella sola settimana di giugno hanno riguardato persone sopra i 65 anni.

 Oltre ai decessi, pesano sui conti delle compagnie i costi di ospedalizzazione e trattamenti medici per le persone anziane, la cui termoregolazione è meno efficiente. Questo scenario potrebbe presto tradursi in premi più alti per i clienti per coprire i maggiori esborsi.