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Harvard trasmigra sull’Intelligenza artificiale, ma resta chi vuole il rapporto umano

La Harvard Business School ha utilizzato avatar digitali e intelligenze artificiali interattive per potenziare e ampliare la didattica imprenditoriale attraverso un programma chiamato H.B.S. Foundry.

L’Università ha testato l’uso di cloni digitali basati su video e chat di docenti reali (come il professore e venture capitalist Jeff Bussgang) per simulare pitch con investitori, call di vendita e riunioni di consiglio d’amministrazione. Gli studenti e i fondatori di startup possono interagire con questi assistenti virtuali a qualsiasi ora per affinare i loro progetti e ricevere feedback rigorosi, programmati per non essere compiacenti.

L’iniziativa mira a superare i limiti della didattica tradizionale e a estendere l’offerta formativa ben oltre la ristretta cerchia dei circa 900 studenti di MBA ammessi annualmente, rispondendo a una tendenza comune anche ad altre istituzioni e società di consulenza che cercano di ampliare i propri servizi tramite l’intelligenza artificiale.

Sebbene molti fondatori abbiano apprezzato la flessibilità e l’utilità degli avatar IA per prepararsi alle sfide reali del mercato e focalizzare i propri pitch, il progetto evidenzia comunque come il valore della community e il confronto umano rimangano centrali nell’esperienza formativa.