Il No referendario sia anche No alla damnatio memoriae dei Padri costituenti – di Michele Marino

Il No referendario sia anche No alla damnatio memoriae dei Padri costituenti – di Michele Marino

Onestà, passione, umiltà, costanza, competenza, coerenza, spirito patrio, capacità e disponibilità al dialogo, educazione e rispetto per le opinioni altrui (dicasi dell’avversario, non del nemico), visione paradigmatica, ecc. Potremmo sbizzarrisci a metter in risalto queste ed altre virtù o qualità umane, semmai ingenerosamente verso la corrente dirigenza politica, molto modesta, valorizzando finalmente quei politici di razza come Di Vittorio, Terracini, De Gasperi ed Aldo Moro, fine giurista come Calamandrei e Giovanni Leone. Sarebbe, altresì, provocatorio ed imbarazzante tentare un arduo paragone o un improbabile confronto tra generazioni, considerata l’ormai evidente scarsità di energie umane e morali espresse dalla classe attuale, troppo light, social e improvvisata (basti la auto-candidatura della sindaca Salis a leader nazionale!), se non compromessa.

E’ indubbiamente opportuno e doveroso rievocare le gesta ed il pensiero, libero e illuminato, di quelle personalità che hanno ricostruito con generosità e saggezza il nostro Paese dopo la solenne disfatta, donandoci fondamenta solide e durature che consistono in 138 articoli costituzionali. Qualche settimana fa il popolo italiano – pur conoscendo !a stento” la carta costituzionale – ha espresso, direi intuitivamente, una sua ben precisa volontà : NO a modifiche forti e incisive che non siano condivise e all’altezza della qualità della Costituzione vigente. In particolar modo, i giovani sono corsi alle urne, eccezionalmente! A difesa di quella qualità legislativa, frutto di studio , documentazione e approfondimenti seri, condivisi, oggetto di un libero confronto, ispirato da un principio antifascista, tra le varie parti politiche in rappresentanza della democrazia parlamentare.

Il risultato referendario significa, quindi, anche in considerazione della netta tendenza all’astensionismo nelle recenti votazioni, che la comunità nazionale disdegna ogni, possibile fuga in avanti di una sola parte politica,  progetti di riforma improvvisati dell’ordinamento dello Stato e che denotano poca chiarezza, perciò non rassicuranti perché il potere esecutivo non è titolato formalmente a prevalere su quello legislativo del Parlamento, ove deve manifestarsi al meglio la volontà popolare. E altrettanto dicasi del rispetto dell’indipendenza dell’ordine giudiziario con riferimento all’equilibrio tra i tre poteri, come indicato dal Montesquieu.

Orbene, la proposta è di recuperare prima e rinsaldare poi il nostro rapporto di cultura politica, di etica e di “discendenza” dai deputati costituenti, rileggendo con adeguata attenzione le copiose pagine degli interventi in sede assembleare e di commissioni, che sono autentiche pietre miliari di quell’edificio statale che si va ancora costruendo, faticosamente e senza una precisa, qualificante idea programmatica di sviluppo sostenibile e progresso civile, spesso a causa di un’adeguata capacità intellettuale o strategica. – A proposito di etica: l’on. Giuseppe Saragat (ns. Capo dello Stato) si dimise dalla carica di Presidente dell’Assemblea costituente appena fu eletto segretario del neonato Partito socialdemocratico a seguito della storica scissione dal PSI avvenuta nella famosa seduta pubblica di palazzo Barberini. Mi pare, invero, una lezione di stile ed educazione politico-istituzionale, degna di piena ammirazione ed insegnamento in un Paese che è alquanto riluttante verso l’atto delle dimissioni ed altrettanto a separare le cariche repubblicane da quelle di partito.

Operativamente: la proposta è rivolta agli uffici di Presidenza della Camera dei deputati e del Senato affinché dispongano direttive in materia di seminari formativi dei parlamentari , magari in collaborazione con RAI Parlamento e l’Ufficio stampa/Dipartimento editoria della Presidenza del Consiglio, sì da poter divulgare queste lezioni agli studenti scolastici attraverso il Ministero.

Michele Marino