Tisza: il partito che ha cacciato Orban – di Umberto Baldocchi
TISZA è l’acronimo che definisce il Partito con cui Peter Magyar ha vinto clamorosamente le elezioni politiche ungheresi. Tisza è anche il nome di un fiume ungherese, del Tibisco, affluente del Danubio e richiama appunto l’idea di nazione. Ma l’ acronimo ha qui un dichiarato contenuto politico: “Tisztelet es szabadsàg Part” sono i termini magiari sintetizzati nell’acronimo.
“Partito del rispetto e della libertà”, la traduzione che circola in rete e nei media, non è a mio avviso forse la traduzione migliore. O almeno non chiarisce tutto. Non ho una conoscenza profonda della lingua magiara, ma credo che potremmo tradurre l’espressione anche come “Partito della deferenza e della libertà”. Questo potrebbe essere il corrispettivo italiano del termine “tisztelet” sulla base del vocabolario magiaro da me consultato (Jan Reychman , Magyar Lengyel szotàr, Budapest 1980, p. 1093).
Il particolare non è insignificante. Deferenza e rispetto hanno due significati molto diversi.
Rispetto (dal latino respicere) significa “ comportamento dettato dalla consapevolezza del valore di una persona o di una cosa. Sottintende (quando non sia puramente formale) non solo considerazione, ma partecipazione affettiva” ( Dizionario Italiano Ragionato D’Anna 1989, p. 1554). Il rispetto presuppone dunque sempre un rapporto paritario.
Deferenza( dal latino deferre) significa “rispetto e ossequio verso la volontà o il potere di qualcuno” ( Dizionario Italiano Ragionato ecc. p. 499). Il latino deferre significa “portare giù” e quindi, in senso figurato, “rimettere al giudizio altrui” Ibidem). Deferente, è chiunque sia “rispettoso, ma con una sfumatura di sottomissione di cui non sempre si avverte il giusto peso” (Ibidem). La deferenza implica dunque un rapporto non paritario, ma di subordinazione, sia pure solo morale o interiore. E’ una forma peculiare quindi di “rispetto”. Non è chiaro quale dei due sia il senso vero della espressione ungherese.
Le due espressioni potrebbero essere certo considerate sinonimiche, equivalenti. Ma allora sarebbe importante specificare quale è l’oggetto supremo del rispetto/deferenza. Su questa necessità non vi sono dubbi . Basta leggere la nostra Costituzione che impiega “rispetto” come sinonimo di “deferenza” in un passaggio centrale “ Art. 32 La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Se si tratta di persona umana il rispetto è sempre anche deferenza e costituisce legittimamente un limite. Questa “deferenza” è l’opposto di un ossequio verso il potere. E’ così anche nel caso ungherese?
Se così non fosse vorrebbe dire che c’è ancora un po’ di strada da percorrere per costruire una cultura democratica, anche se la sconfitta di Orbàn potrebbe essere certamente una buona premessa.
Umberto Baldocchi









