Sopravvivremo al referendum?!? – di Michele Marino
La “guerra pro e contro la riforma costituzionale” sul C. S. M. e la separazione delle carriere dei magistrati è al 57.mo giorno – grosso modo – e tutto va male … per noi, poveri cittadini di un Paese diviso da sempre tra sud e nord, monarchici e repubblicani, guelfi e ghibellini, mafiosi/corrotti e gente onesta, ecc. Siamo anche confusi, disorientati e strumentalizzati da una classe dirigente che denota una certa impreparazione, mancanza di un disegno vero di riforma e modernizzazione del sistema-nazione all’interno di un’U. E. anch’essa lenta, vecchia e scarsamente produttiva, oltre che indifesa.
Si susseguono a dismisura: gli inviti formali e solenni a sostenere, di fatto, il governo o l’opposizione in cerca di un’identità e di un vero leader; gli appelli alla ”patria” ed ai patrioti (specie se idioti) con videoregistrazioni elargite generosamente, ma impropriamente da parte della premier (si tratta di una legge approvata dal Parlamento non di un provvedimento governativo); post innumerevoli su Face book e Instagram, cartelloni pubblicitari, stradali di vario genere, spot sui giornali. Il tutto ci induce ad una riflessione se non ad un dubbio amletico: si tratta di una campagna informativa o di un lavaggio di cervello? Prima risposta per istinto: non crollerà il mondo e neanche palazzo Chigi! Quindi, rilassiamoci, Dio c’è ma non sta né a favore, né contro la riforma della magistratura.
Qualcuno, che la sa lunga sociologicamente, afferma anche che si tratta di mezzi di comunicazione della “distrazione di massa” dai problemi esteri, come le guerre, i dazi imposti da Trump, l’innalzamento dei prezzi dei prodotti petroliferi, il blocco degli stipendi tra i più bassi d’Europa; o interni, quali la sanità, la pressione fiscale ai massimi livelli storici, le vittime sul lavoro, piaga nazionale, ecc.
E poi c’è Marina Berlusconi che precisa: “la vittoria del Sì non sarà la vittoria di mio padre”. E ti credo .. ora sta in pace, finalmente! E così proseguiremo per altri 11 giorni verso l’esaurimento degli argomenti a sostegno delle opposte tesi, forse anche psicofisico, illudendoci che sia una questione seria, mentre è soltanto “grave” (usando aggettivi cari a Flaiano) per noi e non per “loro” al potere o nella speranza di riacquistarlo.
Sintesi di ciò che continueremo ad ascoltare in modo abbastanza raffazzonato o caotico: a) divisione tra i poteri ed invasione/delimitazione, b) sottrazione di un potere presidenziale, prerogativa di presiedere il CSM, c) autogoverno e indipendenza della magistratura, d) sorteggio/elezione parlamentare dei componenti l’organismo di rappresentanza, e)triplicazione degli organismi di autogoverno e di disciplina, con conseguente moltiplicazione dei costi pubblici, d) prevaricazione della volontà popolare rappresentata dal Parlamento da parte del governo, e) dimissioni del governo in caso di sconfitta, No. (Ma, almeno quelle della Bartolozzi, capo di Gabinetto di Nordio?).
Infine, un solo aspetto pragmatico mi colpisce ed è un piccolo dubbio, non irrilevante: ha ragione il/la premier quando dichiara pubblicamente e con la sua solita enfasi dal piglio della “giornata storica”, per cui la riforma produrrà maggior efficienza per la giustizia, oppure il ministro competente (?) dopo che ha affermato, ripetutamente ed ufficialmente, che la legge costituzionale non avrà alcun effetto sulla attività giurisdizionale?
Ai posteri – ed a noi votanti – l’ardua ”sentenza”.
Michele Marino









