Siria: a rischio la tregua annunciata, Turchia bombarda i curdi. Altolà Usa
A rischio la tregua che si spera possa scattare in Siria per il riaccendersi della tensione tra i paesi impegnati contro l’Isis, o Daesh. Dopo le polemiche causate dai bombardamenti della Russia, ora è la volta delle critiche alla Turchia che ha preso di mira le milizie curde del Partito Ypg, nel nord del paese mediorientale.
Gli Stati Uniti hanno chiesto ad Ankara di fermare immediatamente le loro operazioni militari contro i curdi e di concentrarsi nella lotta contro i terroristi islamisti sostenitori del Califfato islamico.
Il tutto avviene a poche ore dell’annuncio da parte del Segretario di Stato americano, John Kerry, dal raggiungimento del cessate il fuoco nel giro di una settimana.
In poche ore, però, quella che sembrava una certezza potrebbe essere diventata solo un’ipotesi alla luce delle rinnovate minacce saudite e turche su di un possibile loro intervento di terra e delle dichiarazioni dei russi i quali, lamentando la situazione da “Guerra fredda” rinnovatasi con gli Stati Uniti, ammoniscono Turchia ed Arabia Saudita a non fare passi che potrebbero scatenare un vero e proprio conflitto mondiale.
Tra gli obiettivi colpiti in Siria dalla Turchia vi è stata la base aerea Menagh, nei pressi della città di Azaz, da cui Ankara vuole che si ritirino i curdi perché troppo vicina al confine tra i due paesi.
Ad appesantire il clima ha contribuito anche la dichiarazione del presidente siriano Bashar al-Assad il quale si è detto intenzionato a riprendere il controllo di tutta la Siria. Queste affermazioni, però, hanno portato Kerry a chiedere molto perentoriamente a Damasco il rispetto degli impegni assunti e a Mosca e all’Iran di assicurare la loro attuazione, a meno che non si voglia costringere gli Stati Uniti ad un intervento di terra.
Sullo sfondo, comunque, restano i grandi successi militari maturati nelle ultime settimane dalle forze armate del governo siriano maturando sul terreno, soprattutto grazie ai bombardamenti dei russi, sia al nord nella provincia di Aleppo, la seconda città per importanza nel paese, sia a meridione verso la Giordania e le Alture del Golan, controllate da Israele.
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