Se Giorgia Meloni parla solo di quel che le fa comodo – di Giancarlo Infante
Giorgia Meloni è andata a nozze, radiosa e felice di poter stigmatizzare i fatti di Torino e, poi, quelli di Milano. I soliti irresponsabili – i travisati con maschere nere che nessuno arresta mai – hanno difatti trasformato pacifiche dimostrazioni di piazza, cui hanno partecipato migliaia e migliaia di persone, in una guerriglia urbana destinata a far passare sotto silenzio le ragioni delle manifestazioni e far dedicare pagine di giornali – ed interventi politici – a violenze che vanno addebitate a pochissimi responsabili.
E colpisce la smentita giunta dal sindacato dei poliziotti per contestare le dichiarazioni del Ministro Matteo Piantedosi su di una presunta collaborazione di tutti i manifestanti con quelli vestiti in nero.
Soprattutto in un periodo pre – referendum come questo, sono cose che fanno molto comodo ad alcuni. Soprattutto la “volgarizzazione” e la strumentalizzazione di fenomeni che andrebbero studiati più a fondo. Ed è per questo che contiamo sulla saggezza delle Forze dell’ordine più che dei politici che, spesso, le mandano allo sbaraglio.
Sanno solo annunciare una stretta sull’ordine pubblico che appare davvero ridicola agli occhi di chi ha vissuto i tempi del terrorismo, di destra e di sinistra. Allorquando, davvero, venne infiammata l’Italia per oltre due decenni. Mentre sono elaborati provvedimenti destinati ad essere rimangiati in parte non appena giungono all’esame ponderato del Quirinale. Ma tutto fa brodo per parlare d’altro e non dei reali problemi del Paese. In particolare, delle difficoltà economiche che lambiscono fasce sempre più larghe, oltre che dei poveri, pure del ceto medio.
Comunque, il Governo fa bene a preoccuparsi del clima del Paese. Ma sarebbe meglio se lo facesse ponendosi in un atteggiamento di ascolto e di confronto con le opposizioni e le forze vive della società civile. Abbiamo sentito persino fare, con una certa leggerezza, dei paragoni con i tempi delle criminali azioni delle Brigate rosse ed, ovviamente, sorvolando sui delitti, le bombe ed altro fatto sotto le bandiere nere dell’estrema destra. È bene allora dire che certi fenomeni, eventualmente accertati, o a cui si teme possa essere dato un seguito analogo, richiedono proprio la massima collaborazione tra politici avveduti e non provvedimenti decisi dall’alto solamente sulla base di un istinto ideologico e tendenzialmente d’impronta repressiva.
E bisognerebbe pure che si mostrasse coerenza e s’intervenisse sempre con la stessa fermezza ad ampio spettro. Bene lo sgombero di edifici occupati. Ma questo vale se, così com’è stato fatto in altre occasioni da amministrazioni intelligenti, si ricercano soluzioni alternative e, soprattutto, se si fa vedere che la regola vale per tutti. Nel caso di Casa Pound manca lo zelo che Giorgia Meloni e il Ministro Piantedosi hanno messo, e stanno mettendo, in altre occasioni.
Ieri a Roma c’è stata un’incursione nel Liceo Righi dove le distruzioni di un bene pubblico sono state accompagnate dalla imbrattatura sul muro della scritta che quel liceo dev’essere “fascista”. Non abbiamo sentito una voce levarsi né da Palazzo Chigi né dal Viminale. E vorremmo chiedere al Ministro Crosetto, uno di quelli che ha evocato il clima da Br, se sia preoccupato, adesso, per il clima da Ordine Nuovo e da Nar.
Ma c’è altro su cui i tre farebbero bene a focalizzarsi. Sempre nel Lazio, ad Aprilia, da giorni e giorni si spara per le strade. Per ora non c’è scappato il morto. Sembra evidente che ci si trovi di fronte ad una lotta tra gruppi criminali. Quelle bande mafiose che hanno infiltrato il Comune della cittadina laziale fino a far finire l’Amministrazione locale sotto commissariamento dopo che la Giunta espressione di Fratelli d’Italia e della Lega è stata costretta a dimettersi. Non si tratta del primo caso in questa zona del Lazio – così come in altre regioni – in cui a lungo si è lasciato impunemente infiltrare mafia, camorra e ‘ndrangheta. Purtroppo, in collegamento con la politica locale prevalentemente a maggioranza di destra. Su tutto ciò si tace. Si vede che la materia non riguarda la sicurezza e l’ordine pubblico…
Bene dunque intervenire dove la legge è violata ed è bene tagliare immediatamente l’erba sotto i piedi a quanti vorrebbero farci rivive i tempi cupi e drammatici del passato. Ma non si può seguire il criterio dei due pesi e delle due misure. Soprattutto, da parte di una classe politica che voglia essere considerata responsabile, e questo vale a sinistra come a destra. Per prima cosa, allora, è indispensabile smettere di denunciare la pagliuzza nell’occhio degli avversari politici e non la trave nel proprio.
Questioni molto serie non possono essere ingigantite ad arte. Sono da affrontare, invece, con equilibrio e sulla base di dati reali. Smettendo di farlo, invece, solo al fine di distrarre un popolo intero il quale oggi chiede un ben altro tipo di sicurezza qual è quella del lavoro e del reddito necessario a gran parte dei lavoratori e delle famiglie. E stendiamo il velo pietoso per l’ardore con cui si perde tempo dietro i … comici.
Giancarlo Infante









