Scherza coi fanti …
Il Sottosegretario Mantovano tira in ballo la Dottrina Sociale della Chiesa e cerca di coinvolgerla nella disputa referendaria che la destra sta facendo di tutto, giorno dopo giorno, per inasprire. Si tratta di una presa di posizione gratuita, non supportata da nessuna motivazione credibile e che sia, cioè, in qualche modo, davvero attinente il Magistero della Chiesa.
Eppure non c’è da stupirsi. Succede che la fede venga piegata a ragioni di potere e si faccia della religione il classico “instrumentum regni”, con il pieno assenso di un certo mondo cattolico “clerico-moderato”, che, non solo non conosce il valore della laicità dell’impegno politico, ma va oltre. In fondo, niente di nuovo sotto il sole. L’illusione di rivendicare i propri valori adattandosi a benedire il blocco d’ordine delle destre è un’esperienza già vissuta, non dalla Chiesa come tale, ma da ambienti di area cattolica che tuttora si ripropongono.
In nome della fede che ci accomuna – e, non c’è dubbio, sta sinceramente ed altrettanto a cuore a tutti i credenti, a prescindere dalle loro opzioni politiche – invitiamo a non cadere nel gioco di una strumentalizzazione che i valori che condividiamo non meritano.
La libertà – l’istanza più alta per chi crede nella dignità incontrovertibile della persona – si nutre di capacità critica e di autonomia di giudizio. I cattolici non hanno bisogno di nessun pifferaio magico che tracci per loro una strada obbligata.
D. G.









