Saremo una civiltà galattica? – di Massimo Brundisini
Mentre la Terra è sempre più invischiata in beghe di ogni genere che non le fanno onore, purtroppo spesso anche molto distruttive, qualcuno, forse come reazione, cerca risposte più rincuoranti al di fuori del Pianeta: sto parlando di ElonMusk. Al di là di considerazioni varie sul personaggio, non si può negare che attualmente sia il visionario più visionario sulla piazza. La sua determinazione a cercare di portare l’Umanità ad esplorare lo spazio profondo è incrollabile. E non gli si può neanche negare l’incredibile capacità organizzativa, che ha qualcosa di sovrumano, o, se vogliamo, di alieno.
La recente notizia destinata a fare molto rumore è questa: Elon Musk ha presentato il progetto denominato “Terafab” (CLICCA QUI), cioè un impianto di fabbricazione di semiconduttori pianificato e sviluppato congiuntamente da Tesla, XAI e dalla società madre SpaceX, e lo ha definito il prossimo passo per diventare una civiltà galattica.
L’iniziativa è stata annunciata il 21 marzo 2026 e si concentra sulla costruzione di una struttura su larga scala verticalmente integrata, progettata per produrre più di un terawatt (un trilione, ovvero mille miliardi di watt) di capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale (IA) all’anno, quasi il doppio della capacità totale di produzione degli Stati Uniti. Il progetto mira a concentrare sotto un unico tetto ogni fase del processo di produzione di dispositivi a semiconduttore, inclusi la progettazione del chip, la litografia, la fabbricazione, la produzione di memorie, il packaging avanzato e il collaudo.
“Terafab”, sarà situata vicino ad Austin, in Texas. Musk ha indicato che il progetto sarà condotto congiuntamente dalla sua azienda di veicoli elettrici Tesla oltre che dalla società spaziale SpaceX e XAi, che gestisce il social X. L’imprenditore non ha rivelato l’ammontare dell’investimento iniziale, sebbene precedenti rapporti dei media statunitensi stimino una cifra tra i 20 e i 25 miliardi di dollari.
Elon Musk, che non ha esperienza nel settore dei semiconduttori, ha dichiarato che Terafab è necessaria poiché la domanda di potenza di calcolo di Tesla e SpaceX dovrebbe superare quella dei fornitori globali di chip. “Siamo molto grati alla nostra attuale catena di approvvigionamento, in particolare a Samsung, Tsmc, Micron e altri – ha detto durante una diretta su X – ma esiste un limite massimo alla loro capacità di espansione, ben al di sotto di quanto vorremmo. Abbiamo bisogno di questi chip, quindi costruiremo Terafab“-
Si tratta della più grande struttura di produzione di chip mai concepita, nata da una necessità: la carenza di silicio per le ambizioni del gruppo. Nel corso dell’intervento su X, il CEO ha motivato l’opera con l’incapacità del settore dei microchip di assecondare i rapidi volumi di crescita delle proprie società. La lentezza della filiera globale compromette la tabella di marcia verso l’intelligenza artificiale avanzata e le nuove infrastrutture spaziali del gruppo.
La struttura di Terafab rompe con la tradizione della filiera frammentata poiché l’impianto sarà diviso in due fabbriche, ognuna focalizzata su un unico design. L’aspetto che ridefinisce gli standard del settore è la concentrazione di ogni fase produttiva sotto lo stesso tetto. L’accentramento produttivo abbatte le criticità della logistica mondiale poiché permette la validazione e la revisione immediata dei prototipi all’interno del medesimo impianto senza la necessità di trasferimenti dei “wafer” (basi per la creazione dei circuiti integrati). A regime, la fabbrica punta a una capacità mostruosa di un milione di “wafer starts” al mese, con l’obiettivo di sfornare tra 100 e 200 miliardi di chip AI e memoria ogni anno.
I numeri presentati ad Austin offrono una prospettiva sull’urgenza del progetto. Musk stima che la produzione mondiale attuale di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale sia di circa 20 gigawatt l’anno. “Questa quantità coprirebbe solo il 2% del fabbisogno futuro combinato di Tesla e SpaceX”, ha sottolineato il CEO. Nonostante l’imponenza del piano, i rapporti con partner storici come TSMC, Samsung e Micron rimarranno attivi. L’intenzione è di continuare gli acquisti dai fornitori esterni, ma la velocità di espansione di questi ultimi è giudicata insufficiente per i ritmi richiesti da xAI e Tesla. La produzione sarà scissa in due rami differenti:
Linea terrestre: focalizzata su sistemi di inferenza per il Full Self-Driving di Tesla e per il robot Optimus, con una capacità tra 100 e 200 gigawatt l’anno.
Linea spaziale: processori progettati per resistere a temperature estreme e radiazioni. L’80% della capacità totale di TeraFabpotrebbe essere destinata a questa categoria.
Questi chip ad alta resistenza sono il tassello mancante per il piano di SpaceX, che prevede il lancio di un milione di satelliti per creare un data center orbitale. In questo contesto emerge il concept dell’AI Sat Mini: un satellite mastodontico lungo 170 metri (ben più grande dei 124 metri di Starship V3) capace di gestire 100 kilowatt di potenza AI nello spazio. Per dissipare il calore, il sistema utilizzerà un radiatore da 100 metri quadrati. È la base per una futura rete neurale extra-atmosferica che potrebbe estendersi fino alla Luna, dove Musk ipotizza l’uso di mass driver(o lanciatori di massa, o sistemi di lancio elettromagnetici,o anche catapulte elettromagnetiche) sfruttando la bassa gravità. Musk avrà così trasformato la sua dipendenza dai fornitori in un vantaggio assoluto.
“Se si vuole andare oltre un semplice terawatt all’anno, bisogna andare sulla Luna. Quindi, costruiremo fabbriche sulla Luna, satelliti per l’intelligenza artificiale e unmass driver,che è il tipo di cosa di cui si legge nei romanzi di fantascienza, ma che noi renderemo reale. E se lo facciamo, possiamo aumentare la produzione di diversi ordini di grandezza. Possiamo arrivare a 1000 gigawatt o più all’anno, e in definitiva raggiungere forse un milionesimo, poi un millesimo e forse persino qualche punto percentuale dell’energia del Sole. Voglio davvero vedere il mass driver sulla Luna che lancia satelliti per l’intelligenza artificiale nello spazio profondo, uno dopo l’altro. Non riesco a immaginare niente di più epico di un mass driver e una città autosufficiente sulla Luna, e poi andare oltre la Luna fino a Marte, attraversare il nostro sistema solare e, in definitiva, essere là fuori tra le stelle e visitare tutti questi sistemi stellari. Forse incontreremo gli alieni.Forse vedremo qualche civiltà che è durata milioni di anni e troveremo i resti di antiche civiltà aliene.Ma l’unico modo per farloè andare là fuori ed esplorare, e questa è la strada per far sì che accada.”
Una finestra sul futuro sta per essere aperta! E magari potremmo scoprire che l’Universo è abitato da esseri che rispettano il Creato ed il Creatore più di quanto lo facciamo noi.
Massimo Brundisini









