Presidente La Russa: le Fosse Ardeatine fu un crimine anche dei fascisti

Presidente La Russa: le Fosse Ardeatine fu un crimine anche dei fascisti

E’ spiacevole dover fare polemica in occasioni tante dense di significato ed occasione di doveroso e riservato raccoglimento di fronte ad immani tragedie.

Ma il Presidente La Russa non può parlare del crimine nazista delle Fosse ardeatine e non avere il coraggio di fare almeno un pallido riferimento delle responsabilità dei fascisti.

La terribile lista di quelli che avrebbero dovuto pagare con il sangue l’attentato di Via Rasella venne redatta, con Kappler e da Priebke, anche dai fascisti della Questura di Roma, guidati da Pino Caruso.

La parola d’ordine era di mettere insieme 335 da fucilare comunque. Detenuti politici, resistenti come il colonnello Montezemolo, dieci passanti rastrellati a casaccio attorno a Via Rasella, 75 ebrei. Di certo, 50 di quei nomi furono indicati dal Questore Caruso che partecipò al macabro errore di mettere a morte cinque persone in più. Nella fretta, infatti, sbagliarono i conti e calcolarono dieci italiani da uccidere per ognuna dei 35 soldati tedeschi morti a Via Rasella, più cinque aggiunti per eseguire bene il compito senza sbagliare.

E’ comodo prendersela solo con i nazisti, come se la storia assolvesse qualcuno che l’assoluzione – neppure quella politica – si merita. I silenzi, a volta, parlano più di tanti libri. E ancora una volta si è persa l’occasione per riconoscere il pesante fardello della verità e dell’onestà intellettuale, La stessa che in molti liquidano quando preferiscono del fascismo limitarsi a condannare le Leggi razziali. E il resto?

La Lapide delle Fosse Ardeatine ricorda un massacro da cui si spera sorga una “Patria migliore e duratura Pace fra i popoli”. Ma si giunge a ciò con le dimenticanze?