Per la Salis sì, per Almasri e Netanyahu no

Per la Salis sì, per Almasri e Netanyahu no

Non abbiamo alcun motivo per prendere le parti di Ilaria Salis. Ciò che ci interessa sono quelle cose gravissime che intervengono a danno delle guarentigie – quelle serie che non coprono le responsabilità nel caso di reati comuni – dei parlamentari.

Ci raccontano di una segnalazione proveniente dalla Germania che avrebbe portato agenti della Questura di Roma ad effettuare un controllo sulla parlamentare europea scesa in un albergo della Capitale in vista della partecipazione alla manifestazione contro il governo. Nessuno avrebbe collegato il nome della deputata a quello presente sulla richiesta di controllo proveniente d’oltrealpe. Neanche i tedeschi sanno che la signora in causa è nel Parlamento di Strasburgo? Strana storia.

Insomma uno Stato – forse due?- colabrodo. Di certo non funzionano i meccanismi che dovrebbero evitare di infilarci in situazioni simili, ammesso che quel che ci raccontano sia vero. E, purtroppo, non ci si può fidare proprio più di nessuno.

Andrà, dunque, appurato sull’intromissione tedesca – ammesso che sia fatta in proprio o non per conto terzi – e sarebbe il caso che una volta tanto giungessero delle spiegazioni senza buttare a mare solo i malcapitati che hanno eseguito ordini pervenuti dall’alto.

Soprattutto, il Governo dovrebbe spiegare perché qualcuno è corso a dare seguito alla “soffiata tedesca”, ma a suo tempo non si ottemperò alla richiesta di arresto  del criminale Almasri e si lasciò impunemente circolare nello spazio aereo italiano Netanyahu. Entrambi ricercati dalla Corte Penale Internazionale, che qualcosa più di una “soffiata” tedesca vale.