Papa Francesco a Lesbo in mezzo ai migranti con i Primate ortodossi
Papa Francesco compie il preannunciato viaggio sull’isola greca di Lesbo per recarsi in mezzo alle decine di migliaia di migranti bloccati in pieno Mare Egeo nel corso del tentativo di raggiungere l’Europa.
La loro stragrande maggioranza è costituita da gente proveniente da Siria, Afghanistan e Pakistan che in molti casi prova a fuggire da zone di guerra o di violenza quotidianamente scandita da scontri tribali e religiosi.
Francesco va all’incontro con i profughi assieme al Patriarca ecumenico della Chiesa Ortodossa di Costantinopoli, Bartolomeo, e al Patriarca della Chiesa Greca, Hieronymos, tutti accolti dal Primo ministro greco Alexis Tsipras.
La visita dei tre esponenti religiosi sull’isola dell’Egeo segna una precisa e netta presa di distanza dalle recenti decisioni prese dall’Unione europea in base alle quali i profughi cui non è riconosciuto il diritto di asilo sono rispediti nel loro Paese o in Turchia e, per ognuno di loro respinto, un profugo siriano si vedrà riconoscere il diritto a varcare la frontiera dell’Unione.
La Chiesa cattolica e quelle ortodosse si trovano, così, unite ancora una volta lungo un percorso ecumenico proprio alla vigilia del Sinodo pan ortodosso organizzato a Creta per il prossimo giugno, nel corso del quale la questione dell’accoglienza troverà un elemento di riflessione importante, visto che richiama i tanti drammi consumati proprio sulle acque del Mediterraneo e, pure, le responsabilità di quella l’Europa sempre più accusata dalle chiese e dalle organizzazioni di volontariato di aver smarrito le proprie radici di solidarietà, grazie a cui è nata e si è sviluppata.
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