Non è un caso che la Norvegia vinca le Olimpiadi invernali – di Michele Marino

Non è un caso che la Norvegia vinca le Olimpiadi invernali – di Michele Marino

In un paese essenzialmente privo di valide politiche per la famiglia, per le giovani coppie, per le persone diversamente abili e per quelle della III e IV età (in costante aumento, grazie al cielo) è un fatto ordinario che manchi una qualsiasi strategia per il benessere dei minori. Quindi, registriamo di vivere in sistema di welfare scarso/sissimo, se non inesistente, sotto il profilo e della programmazione e del finanziamento pubblico.

Provvidenzialmente potrebbe soccorrerci l’esempio norvegese, nazione vincitrice delle olimpiadi, ove i bambini vengono educati sin dalla tenera età a fare attività fisica, sport ed altro, come si faceva giocando all’aperto da ragazzi. – Lì viene garantita una protezione sociale avanzata nell’ambito di un generale modello di prosperità in cui primeggia una particolare generosità internazionale, per quanto di recente stanno crescendo anche le disuguaglianze sociali.

Invece i nostri, occhialuti e con le gambe storte (ad x) bimbi e adolescenti sono in larga parte obesi o in sovrappeso, regolarmente appiccicati allo smartphone o al videogioco, senza una concreta speranza di benessere fisico o psicologico. Naturalmente la responsabilità non è soltanto delle istituzioni pubbliche, statali, regionali o comunali, bensì dei genitori, del sistema scolastico e dei nonni (mi è capitato più volte vedere un bambino nel passeggino sfamato, o meglio viziato, con orrende palline di color arancione o patatine di marca improbabile).

A tal riguardo, il mio gastroenterologo precisa che in Puglia – terra della cucina mediterranea – il benessere fisico non è affatto eccellente sia per l’insufficiente attività fisica, sia per via di una scorretta, eccessiva alimentazione.

Infine, parlo da Tutore dei minori stranieri non accompagnati: un problema che viene quasi ignorato, pur riguardandone migliaia (cifra fuori controllo), e sul quale ci si attendi di più anche dalla Chiesa cattolica. La legge n.47 del 2017 è una delle peggio applicate, se non disapplicata, forse volutamente a causa di lobby poco trasparenti e semi occulte, che si spartiscono gli stanziamenti del settore tra “case famiglia” ed altri enti del no profit che ne approfittano … parecchio! La domanda sorge spontanea è: fino a quando dovremo tollerare questa, vergognosa situazione e continueranno  ad ostacolare un modus operandi civile per la salvaguardia di minori che sono preziosi e “vitali”, specialmente per un occidente sempre più vecchio, venendo trattati come merce di scambio da sfruttare senza alcuna dignità né moralità?

Michele Marino