Non allinearsi per fare una “offensiva di pace” – di Massimo Brundisini
Sicuramente non si può non concordare con l’editoriale del 3 marzo di Politica Insieme (CLICCA QUI) nel quale giustamente si evoca “una vera e propria “offensiva di pace”. Avviata da noi, gente comune ma in grado di sviluppare un’azione forte di pressione perché la consapevolezza del monito diventi richiesta di una posizione politico istituzionale tutta diretta a far tacere le armi, a scampare il pericolo atomico ed anche per evitare un immane spreco di risorse”.
È una posizione chiara e totalmente condivisibile, ancora più apprezzabile visto anche il contesto politico piuttosto deprimente: purtroppo abbiamo a che fare con politici che non hanno una politica. Mi riferisco in particolare alla premier “de noantri”, la “ragazza della Garbatella”, come ama definirsi. Queste le sue parole in una trasmissione di Bruno Vespa: ”Siamo in un contesto storico nel quale tutte le certezze che pensavamo di avere rischiano di svanire o stanno svanendo e sapersi districare in un’epoca storica del genere per una ragazza della Garbatella che si ritrova a doversi assumere le responsabilità non è una cosa facile”.
Viva la sincerità, ma come dichiarazione è agghiacciante. Possiamo immaginare De Gasperi affermare:” Sono un montanaro trentino nato sotto dominazione austro-ungarica, non si pretenda troppo da me”? Una frase su tutte:” L’attuale guerra in Medio-oriente è conseguenza dell’instabilità dovuta al conflitto in Ucraina”, frase aberrante e priva di alcuna logica, perché sarebbe facile dire che la guerra in Ucraina sia stata conseguenza della guerra in Kosovo, e via fino alle Guerre Puniche.
È un continuo arrampicarsi sugli specchi: mentre si ritrova ad appoggiare Trump in nome di un allineamento ideologico, meglio una faziosità manichea di destra, vuole nel contempo essere coerente sull’Ucraina continuando a inviare armi con protervia da mulo. E questo mentre il POTUS parla, con sommo disprezzo, dell’Ucraina e di Zelensky come del Circo Barnum. E mentre, secondo l’Institute for the Study of International Politics, solo il 15% degli italiani ritiene che l’UE e gli USA debbano continuare ad armare l’Ucraina finché le forze russe non saranno cacciate. E mentre Giorgia Meloni viene regolarmente esclusa dagli incontri di Francia, Germania e UK. In conclusione, relega l’Italia all’irrilevanza come non mai.
Ed ecco che allora non ci resta che affidarci a chi, quasi cento anni fa, ci aveva visto giusto e lungo: Don Sturzo. La riflessione di Sturzo su la pace e la guerra espressa in molti articoli, trovò una sintesi sistematica nell’opera La comunità internazionale e il diritto di guerra, pubblicata in inglese in Gran Bretagna nel 1929 e negli Stati Uniti nel 1930, e in francese nel 1931. Sarà stampato in lingua italiana solo nel 1954. È stata poi ripresa su questo blog da Mons. Michele Pennisi, con un bellissimo articolo del 24 gennaio 2024 dal titolo “Don Luigi Sturzo: eliminabilità della guerra e impegno per la pace (CLICCA QUI)” .
Si tratta di un articolo da leggere e rileggere attentamente per poi cercare di passare alla possibile attuazione di quella proposta rivoluzionaria. A coloro che sostenevano che la storia abbia dimostrato l’impossibilità del superamento dell’istituto della guerra, don Sturzo rispondeva che l’avvenire non appartiene alla storia. Se è stato così fino adesso, non è detto che lo debba essere anche in futuro. Egli ritenne che il diritto di guerra può essere superato come sono stati superati istituti giuridici come la schiavitù, la poligamia, il duello, la pena di morte.
Per arrivare alla completa eliminazione della guerra occorrerebbe, per don Sturzo, un altro passo audace: che un gruppo di stati, i più coraggiosi e i più civili, fossero disposti a rinunziare a tutte le guerre, a qualunque guerra, senza eccezione o riserve e, contemporaneamente, dichiarassero di volere essere riconosciuti come stati disarmati e neutralizzati, quali ne fossero gli eventi internazionali.
Per una fortuita coincidenza, sempre su questo blog, il 21 gennaio 2024 era stato pubblicato un mio articolo che in qualche modo riprendeva quelle tesi, e proponeva l’Italia come Stato che per primo decideva di attuarle: la “neutralità”, il “non allineamento”, il “disarmo unilaterale” come proposta politica per superare logiche che da sempre attanagliano l’Umanità (CLICCA QUI) L’articolo era stato poi riproposto in Agosto 2025 (CLICCA QUI) All’interno le proposte, su cui perlomeno sarebbe necessario meditare.
Certo, si tratterebbe di una scommessa politica molto coraggiosa. Coraggio peraltro invocato nell’editoriale del 3 Marzo. Chissà che il buon Ernesto Maria Ruffini, vista l’aria che tira, non potesse decidere di portarla avanti, aderendo allo scopo alla proposta della creazione di un Dipartimento della Pace (CLICCA QUI), o anche di un Ministero della Pace: potrebbe essere la sua arma (!) vincente. La sua immagine non sarebbe più quella di un serio, onesto e capace burocrate di ispirazione cristiana, ma quella di un politico visionario e capace di trascinare il suo popolo. E quello che viene da pensare e da dire è:” ……se non ora, quando?!!”.
Massimo Brundisini









